Gran San Bernardo, valanga travolge gruppo di scialpinisti italiani: 4 morti e un ferito

Gran San Bernardo, valanga travolge gruppo di scialpinisti italiani: 4 morti e un ferito
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Domenica 22 Febbraio 2015, 10:47 - Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio, 12:29

Sale a quattro il bilancio delle vittime della valanga caduta ieri pomeriggio sul versante svizzero del Gran San Bernardo. Nella notte è morto infatti lo scialpinista che era ricoverato in gravi condizioni in ospedale.

I morti della valanga sono due donne (di 51 e 52 anni) e due uomini (di 51 e 52 anni), rende noto la polizia cantonale. Un uomo di 52 anni è rimasto leggermente ferito mentre un sesto scialpinista, di 51 anni, non era stato travolto ed è illeso. Tutti provengono dal Milanese. Al momento sono stati resi i nomi di due delle quattro vittime, Gianluca Spina e Francesca Clerici.

Spina era il presidente del Mip, la School of Management del Politecnico di Milano. Classe 1964, ingegnere elettronico, era in carica dal 2011 e sotto la sua guida la School of management del Politecnico di Milano è entrata nella classifica del Financial Times tra le più prestigiose del mondo.

Clerici, invece, era una neurologa dell'Ospedale Sacco di Milano. A confermarlo è stata la stessa struttura sanitaria.

Altri tre bloccati in una grotta. Il maltempo ostacola le operazioni di soccorso dei tre alpinisti rimasti bloccati dal tardo pomeriggio di ieri sulle montagne della Val di Mello, nel territorio comunale di Val Masino (Sondrio), mentre erano impegnati nella discesa a valle della cascata Durango. Secondo le ultime notizie si tratterebbe di tre lombardi. «Hanno trascorso l'intera notte bivaccando all'aperto - ha spiegato Gianni Zappa, capo della Stazione di Soccorso Alpino di Val Masino che in queste ore sta coordinando l'intervento di soccorso - sono tutti e tre illesi, sono stanchi, sfiniti, molto infreddoliti per le tante ore trascorse all'aperto, ma tutto sommato stanno bene. Siamo riusciti a metterci in contatto con uno di loro pochi minuti fa». A dare l'allarme al 118 di Sondrio, nella serata di ieri, secondo quanto si è appreso, era stato un loro amico con il quale avevano appuntamento nel piccolo paese della Valtellina, al termine dell'escursione in quota. «Sono stati sorpresi da una bufera di neve e vento - ha precisato Zappa - mentre scendevano da quota 1.600 metri. Hanno perso l'orientamento. Sulla zona, avvolta da una fitta nebbia, continuavano a cadere piccole slavine e loro, molto opportunamente, hanno deciso di interrompere la discesa, cercando nel frattempo di trovare un riparo di fortuna. Anche ora sulla zona c'è una fitta nebbia e le condizioni meteo, che al momento non accennano ad un miglioramento, non consentono all'elicottero di raggiungerli e riportarli a valle».

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