Coniugi uccisi a Giugliano, fermato un giovane conoscente: è accusato di duplice omicidio

Giovedì 23 Aprile 2015 di Mariano Fellico
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Un uomo incensurato, Antonio Riano, è stato fermato per l'omicidio della coppia di coniugi di Giugliano, in provincia di Napoli, Luigi Simeone e Immacolata Assisi, i cui cadaveri sono stati ritrovati in una scarpata. E potrebbe avere dei complici. Una lunga notte di interrogatori poi la decisione del pm di fermare il giovane, conoscente delle due vittime, fortemente indiziato del feroce delitto.



Gli agenti del commissariato di Giugliano, coordinati dal primo dirigente Pasquale Trocino, hanno lavorato per l'intera notte, con domande sempre più stringenti al giovane sospettato di Pianura. Gli indizi con il passare delle ore sono diventati sempre più compromettenti. Alla fine è stato decretato il fermo. All'origine dell'individuazione del trentenne un messaggino per combinare un incontro in pizzeria: lo avrebbe inviato l’acquirente dell’appartamento della famiglia Simeone.



Titti, la donna uccisa sabato, lo ha mostrato poche ore prima di morire all’amica del cuore, una vicina di casa che ieri ne ha parlato a lungo con gli inquirenti. Quindi l’ultimo appuntamento della coppia non sarebbe stato con un gruppo di amici. Ma non è detto che al ristorante i due siano veramente arrivati. L’assassino potrebbe averli intercettati prima, o all’ultimo momento ci potrebbe essere stato un cambiamento di programma.



Movente del delitto questioni finanziarie legate alla compravendita dell'appartamento vittime. Hanno operato poliziotti squadra mobile napoli e commissariato Giugliano.



Una svolta nelle indagini è stata possibile grazie al ritrovamento di una macchia di sangue con un'impronta digitale riferibile - secondo quanto evidenzia il procuratore della Repubblica del Tribunale di Napoli Nord, Francesco Greco - ad Antonio Riano, il giovane di 27 anni residente nel quartiere di Pianura a Napoli accusato del duplice omicidio.



Sulla macchia di sangue sono stati svolti gli accertamenti tecnici del Gabinetto della Polizia scientifica della Questura di Napoli compiuti sul taxi di proprietà della vittima, Luigi Simeone, ritrovato sul luogo del delitto. Secondo Greco nei confronti dell'accusato «erano già emersi alcuni elementi indiziali». «Il grave quadro indiziario - dice il procuratore - ha consentito ai pubblici ministeri l'adozione del provvedimento di fermo» alle 4 di questa mattina.



E il giovane potrebbe avere dei complici: dai filmati emerge che il taxi sul quale viaggiavano le due vittime era preceduto lungo la strada da un'altra macchina. Ultimo aggiornamento: 25 Aprile, 19:04

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