Gino Bartali, ciclisti israeliani pedaleranno su quei 185 km che salvarono 800 ebrei

Mercoledì 10 Maggio 2017 di Franca Giansoldati
1

Il mito di Gino Bartali, il suo cuore grande, il coraggioso esempio di Giusto delle Nazioni per avere salvato 800 ebrei con la sua bicicletta, nascondendo nel tubo sotto la sella documenti falsi, saranno celebrati da una squadra di ciclisti israeliani. La prima squadra professionistica israeliana di ciclismo, la Israel Cycling Academy, vuole rendere omaggio alla memoria di Ginettaccio, che sotto il nazifascismo, dal 1943 al 1944, per aiutare gli ebrei perseguitati, pedalò per 195 chilometri da Firenze ad Assisi e trasportare documenti falsi, preziosi per dare una nuova identità a gente perseguitata.
 

A guidare gli atleti israeliani, il 16 maggio, sarà il team manager Ran Margaliot, che ha fortemente ha voluto questa iniziativa. «Mio nonno è stato uno dei primissimi ricercatori dello Yad Vashem - racconta Margaliot - Da lui ho appreso che non bisogna dimenticare i torti subiti, ma al tempo stesso che bisogna dare evidenza alle azioni meritorie». La missione di Bartali rientra in questa categoria.

L'autunno del '43 fu uno dei momenti più terribili della guerra. Bartali iniziò a trasportare documenti falsi da Assisi, dove c'era una stamperia clandestina, al vescovo di Firenze che poi li distribuiva agli ebrei per farli espatriare. Percorreva 185 chilometri avanti e indietro in un solo giorno. Se lo avessero scoperto sarebbe stato fucilato.

Nell'autunno del '43 Bartali fu arrestato dalla polizia fascista: a Firenze c'era il comandante Mario Carità, persona crudele e spietata, ma nessuno fortunatamente ispezionò la bicicletta. La medaglia d'oro al valore civile è stata conferita alla memoria di Gino Bartali, dal Presidente della Repubblica Ciampi e nel 2013 gli è stata assegnata dallo Stato di Israele l'importantissima onorificenza di Giusto fra le Nazioni.

La squadra di ciclisti israeliani percorrerà la stessa strada di Bartali il 16 maggio, alla vigilia della tappa del Giro d'Italia con partenza da Ponte a Ema, dove nacque l'asso del ciclismo. In squadra anche il giornalista fiorentino Adam Smulevich, che nel 2010 raccolse su Pagine Ebraiche la testimonianza inedita dell'ebreo fiumano Giorgio Goldenberg (nascosto da Bartali in una casa di sua proprietà alla periferia di Firenze). Ad oggi l'unica testimonianza diretta di quei giorni bui. 

Ultimo aggiornamento: 13 Maggio, 20:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Botte per buttare i sacchetti e le dispute rabbiose sul web

di Pietro Piovani

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma