Sciopero selvaggio e caos a Genova: siglata l'intesa

Un momento dell'assemblea dei lavoratori
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Sabato 23 Novembre 2013, 08:50 - Ultimo aggiornamento: 24 Novembre, 17:11

L'assemblea dei lavoratori di Amt ha approvato a maggioranza la bozza di accordo che conclude la vertenza sul trasporto pubblico a Genova e lo sciopero di 5 giorni. A chiedere il voto favorevole sono state le organizzazione sindacali che la notte scorsa avevano portato a termine la trattativa. La votazione è avvenuta facendo spostare all'interno della sala i favorevoli e i contrari. All'uscita ci sono stati momenti di tensione e rabbia soprattutto tra i lavoratori che volevano respingere la bozza di accordo. Insulti sono stati rivolti ad alcuni rappresentanti sindacali che hanno condotto la trattativa.

L'intesa era stata raggiunta dopo circa otto ore di trattative serrate, portando alla firma della bozza di accordo sulla vertenza che ha portato a quattro giorni consecutivi di sciopero del trasporto pubblico locale a Genova. L'intesa è stata sottoscritta da Comune di Genova, Regione Liguria, azienda di trasporto pubblico Amt e organizzazioni sindacali.

Busta con proiettile a presidente Amt, aperta inchiesta. Una busta con un proiettile e un messaggio di minacce, indirizzata al presidente di Amt, è stata intercettata ieri al centro di smistamento postale dell'aeroporto a Genova. Nel messaggio è scritto "tagliamo te e tutti i supermanager saluti anche a B. e M.. ladro". Il pm Stefano Puppo ha aperto un'inchiesta sulla vicenda. L'ipotesi di reato è minacce aggravate, a carico di ignoti.

Assemblea Amt si dissocia dalle intimidazioni. L'assemblea dei lavoratori di Amt - società partecipata del Comune di Genova che si occupa di trasporto pubblico locale - si «dissocia» pubblicamente da possibili intimidazioni come nel caso del ritrovamento di una busta con un proiettile indirizzata ai vertici aziendali. «I tranvieri - hanno detto dal palco - non fanno queste cose, hanno fatto la Resistenza e le lotte degli anni '70. Ci dissociamo da queste azioni».

Genova negli ultimi giorni è stata una polveriera, con i trasporti pubblici paralizzati da quattro giorni, la raccolta rifiuti che potrebbe fermarsi dall'inizio della prossima settimana, la manutenzione degli edifici comunali a singhiozzo, i portuali in agitazione e gli studenti sul piede di guerra. Alla protesta ieri si è unito Beppe Grillo, che da piazza De Ferrari, cuore della resistenza contro le ipotesi di privatizzazione della aziende partecipate, ha attaccato Letta, oltre che gli amministratori locali: «Si stanno vendendo tutto. Sarà una lotta all'ultimo sangue, ci giochiamo tutto a partire da Genova» ha detto dopo aver partecipato a uno dei cortei dei lavoratori.

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