Generazione Z, si cerca la parola "sex" già a 9 anni: un incontro per capire e prevenire

Generazione Z, si cerca la parola "sex" già a 9 anni: un incontro per capire e prevenire
di Giovanni Del Giaccio
2 Minuti di Lettura
Lunedì 11 Aprile 2016, 16:32 - Ultimo aggiornamento: 13 Aprile, 15:37

Sono nati tra la fine degli anni '90 e l'inizio del 2000, praticamente insieme al boom del web al punto di essere definiti generazione "Z" o "IGen" o "Post millennials". 

A loro  è dedicato un incontro formativo - informativo gratuito che si terrà sabato 16 aprile a Roma dalle ore 15 alle ore 19  presso il Palazzo di Santa Chiara, in Piazza di Santa Chiara, 14, volto all’individuazione, alla prevenzione e alla cura dei rischi dell’uso e dell’iper esposizione al web (internet, whatsapp, social) di adolescenti e giovani.

L'idea è quella di creare una sorta di "rete di sicurezza" per l’uso del web e l'incontro è rivolto a a genitori, insegnanti, educatori e, più in generale, adulti che si relazionano con pre adolescenti e adolescenti.

Secondo i dati forniti dagli organizzatori l'età media di avvicinamento alla scoperta della sessualità si è notevolmente abbassata e già a 9 anni i ragazzini cominciano ad avere la curiosità di digitare "sex" sul web; ciò che trovano può essere traumatico poiché il cervello di un bambino non è pronto a discriminare ed elaborare tutte le finestre che si aprono su un mondo che della vera sessualità ha ben poco.  

"Adescamento on line, e pornografia sono gli incontri che i giovanissimi rischiano se la loro rete non ha rete - dice Anna Rita  Verardo, responsabile del centro clinico Feel Safe - se non hanno adulti "skillati" che li accompagnano nel mondo virtuale,  tracciando un ponte solido tra le due sponde". 

Solo il 7% dei minori adescati online, ad esempio, denuncia il fatto ai genitori ed è "un dato spaventoso, se guardiamo  alla relazione di fiducia, alla base sicura che , evidentemente manca o vacilla. Quello che manca tra adulti e ragazzi è comunicare su tutto questo. E quando succede si è già ai segnali preoccupanti, ma spesso i genitori si preoccupano solo quando cominciano a vedere risultati insoddisfacenti a scuola, allora il tablet e le ore di permanenza sui social diventano "colpevoli", ma ancora come perdita di tempo e non come fonte di possibili contenuti dannosi, come alternativa al contatto reale, alla realtà stessa".

L'iniziativa sarà condotta dalla stessa responsabile del centro  e da esperti psicologi e psicoterapeuti. Interverrà anche l’attrice e artista Camilla Filippi, sia come madre sia  come conoscitrice del social network.

Fra i temi trattati come individuare l’abuso e regolare l’uso del web,  come funziona il cervello dei bambini e degli adolescenti, cosa fare e come fare per proteggerli e per proteggersi.
  

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA