Furti d'arte, 37 dipinti sequestrati a noto imprenditore: alcuni rubati in zone terremotate

Martedì 13 Marzo 2018
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Sono state tutte rinvenute nelle residenze di un noto imprenditore italiano le 37 opere d'arte sequestrate dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC), in esecuzione di un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Salerno, attraverso un'attività investigativa che è durata oltre un anno. Le fasi salienti dell'attività investigativa che ha consentito questo recupero in costiera amalfitana, sono state illustrate oggi in una conferenza stampa, presso la sede del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, via Anicia. A quanto reso noto, le opere sono state rubate da abitazioni private e chiese attraverso 16 furti diversi, effettuati negli ultimi 20 anni in varie province italiane.
 

 

Tra le 37 opere recuperate, di epoca compresa tra il XVI e XX sec., spiccano per importanza 5 pale d'altare sottratte da due chiese della provincia de L'Aquila (Sannicola a Capestrano e San Giacomo apostolo a Scoppito), chiuse al culto dopo il sisma del 2009, e un dipinto attribuito a Guido Reni, raffigurante "Cristo che prega nell'orto", sottratto nell'agosto del 2012 a una famiglia nobiliare napoletana. Inoltre sono degne di nota due tavole del XVI sec., parte del polittico della chiesa di 'San Roccò di Formia dell'artista Girolamo Stabile.

«L'imprenditore - ha spiegato Luigi Alberto Cannavale, procuratore aggiunto presso il Tribunale di Salerno - possiede case su tutto il territorio italiano, tra cui una a Positano dove sono state ritrovate alcune delle opere. Si tratta di un amante dell'arte con una collezione di oltre 500 dipinti, di cui 37 sono risultate di provenienza illecita. Al momento non è possibile svelare l'identità del soggetto perché stiamo ancora valutando se l'interessato era a conoscenza o meno della provenienza delle opere».

Le opere rubate erano state posizionate «nelle residenze che l'imprenditore affittava per vacanza ai turisti», ha aggiunto in conferenza stampa il tenente colonnello Nicola Candido. Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno consentito di identificare sia personaggi dediti alla ricettazione di opere d'arte antica, sia collezionisti, pronti ad acquistare beni culturali senza verificarne, pur di ampliare la loro raccolta, la lecita provenienza. Il recupero consentirà, a breve, di rendere nuovamente fruibile al pubblico opere d'arte di inestimabile valore storico, artistico e devozionale. «Si tratta complessivamente - ha chiarito ancora Cannavale - di un valore economico enorme, di decine e decine di milioni di euro. È difficile fare una quantificazione, visto che non ci sono leggi di mercato che determinano un prezzo definito. Le opere adesso sono in fase di valutazione, saranno poi restituite ai legittimi proprietari».

Ultimo aggiornamento: 14 Marzo, 23:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA