Foreign fighter italiano, Caria su fb: «Non sono un terrorista. Noi combattiamo l’Isis»

Domenica 16 Settembre 2018
1
Aveva combattuto in difesa del popolo del Kurdistan, arruolandosi con la brigata composta da militanti stranieri che affianca i curdi nella lotta allo Stato Islamico. È un ‘foreign fighter’ anti-Isis, il giovane italiano di origini sarde individuato a seguito delle indagini dell’Antiterrorismo della Polizia e della Digos di Nuoro, coordinate dalla Dda di Cagliari. Pierluigi Caria, residente a Nuoro, in Sardegna, è indagato e destinatario di un provvedimento di sequestro preventivo del passaporto in quanto dalle indagini è emerso che stava per ripartire per l’Iraq per poi raggiungere la Siria. All’alba la perquisizione della sua casa, con il sequestro di di vario materiale e dello smartphone e la notifica del divieto di espatrio. 

A Caria viene contestato il 270 bis, l’associazione con finalità di terrorismo. Ma lui non ci sta alle accuse che gli vengono contestate e affida ai social i suoi pensieri. «Non sono un terrorista». È la autodifesa, pubblicata a tarda notte su Facebook. «Ritengo - spiega in un lungo post - sia semplicemente ridicolo che le Ypg e l’Ifb vengano associate al terrorismo. Si tratta di formazioni composte da volontari curdi, arabi, siriaci, turchi e occidentali che in mezzo all’orrore della guerra difendono da anni la popolazione della Siria del Nord. L’accusa infamante di terrorismo rivolta alle YPG è surreale e completamente immotivata».

L’uomo avrebbe sostenuto il Partito dei lavoratori del Kurdistan, il Pkk - ritenuto dalla Turchia e anche dalla Ue un’organizzazione terroristica ma da sempre in prima linea contro l’Isis - anche attraverso i social media a sostegno del Kurdistan libero. Altre perquisizioni sono scattare tra la «cerchia» di contatti di Caria, cresciuto nel mondo indipendentista sardo e noto con il nomignolo di «Luiseddu». Ultimo aggiornamento: 15:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Nazionale: tra importanti verifiche e ricerca di novità

di Massimo Caputi