Firenze, vino di bassa qualità spacciato per Chianti doc: 9 imputati a rischio processo

Martedì 23 Gennaio 2018
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Vendevano a caro prezzo vino di bassa qualità, adulterato con l'aggiunta di alcol e poi spacciato in Italia e all'estero per Chianti doc, Brunello di Montalcino o Sassicaia. Ora, con accuse che vanno, a seconda delle posizioni, dall'associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio fino alla contraffazione di marchio e dell'origine del vino, alla vendita di sostanze non genuine e al riciclaggio, 9 persone rischiano di finire sotto processo. A chiedere il giudizio, il pm di Firenze, Giulio Monferini, al termine di un'inchiesta condotta dai carabinieri del Gruppo tutela della salute di Roma e del Nas di Firenze e coordinata dalla Dda.

L'indagine, scattata nel 2015, era culminata con l'arresto di tre persone, mentre altre sette erano state iscritte nel registro degli indagati. Il vino, dopo essere stato adulterato, veniva imbottigliato in un'azienda agricola di Empoli e poi inviato nei depositi del Lazio e dell'Emilia Romagna, da dove partiva per l'estero grazie a una società con sede fiscale nella Capitale e i cui titolari erano stati indagati anche nell'inchiesta "Mondo di Mezzo".
Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 18:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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