Finmeccanica, ora l'India punta a processare gli ex vertici italiani

Bruno Spagnolini e Giuseppe Orsi
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Giovedì 26 Ottobre 2017, 22:34 - Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre, 12:04

C'è una «richiesta di giudizio», firmata da un organo investigativo indiano, che riguarda anche Giuseppe Orsi e Bruno Spagnolini, oltre, tra gli altri, all'ex capo di Stato maggiore dell'aeronautica militare indiana Sashi Tyagi, tra i documenti di cui oggi il legale del Ministero della Difesa dell'India, l'avvocato Roberto Losengo, ha chiesto l'acquisizione nel processo milanese d'appello 'bis' a carico dell'ex numero uno di Finmeccanica Orsi e dell'ex ad della controllata AgustaWestland Spagnolini per il caso delle presunte tangenti versate a pubblici ufficiali indiani in relazione a una commessa da 556 milioni di euro per 12 elicotteri. In sostanza, la polizia indiana indica, in una relazione conclusiva dell'attività investigativa per ipotesi di corruzione e cospirazione, tra le nove persone fisiche «accusate» e di cui chiede l'imputazione anche gli stessi Orsi e Spagnolini, già sotto processo in Italia. La richiesta di giudizio degli investigatori indiani riguarda anche Finmeccanica (ora Leonardo) e AgustaWestland International.

 Ai primi di settembre era già emerso che la polizia indiana (Cbi) aveva consegnato ad un giudice di New Delhi una denuncia chiamando in causa nove persone, tra cui gli stessi Orsi e Spagnolini, per il presunto scandalo di corruzione internazionale. Oggi in udienza a Milano il legale di parte civile che rappresenta il Ministero della Difesa indiano ha prodotto nel processo il documento, ossia una «richiesta di giudizio», come l'ha definita, per 12 imputati, tra cui tre società. In sostanza, le autorità di polizia dell'India chiedono di processare l'ex comandante dell'aviazione, S.P. Tyagi, il suo vice J.S. Gurjal, Sanjeev (alias Julie) Tyagi, tre presunti intermediatori, Christian Michel, Guido Haschke e Carlo Gerosa, l'avvocato indiano Gautam Khaitan, oltre agli allora vertici di Finmeccanica e AgustaWestland. I due Tyagi e Khaitan sono stati anche arrestati all'inizio di dicembre 2016 nell'ambito delle indagini indiane, scattate circa due anni fa, e hanno poi ottenuto la libertà provvisoria. Nel caso si arrivasse ad un processo in India nei confronti anche di persone già giudicate o sotto processo in Italia, come Orsi e Spagnolini (assolti in primo grado dalla corruzione internazionale, condannati in appello ma con sentenza poi annullata con rinvio dalla Cassazione) e anche Hashcke (che ha già patteggiato ma su cui pende anche un mandato d'arresto indiano), si porrebbe un problema di 'ne bis in idem' internazionale, ossia di un doppio giudizio in Paesi diversi per gli stessi fatti. L'avvocato Losengo per il Ministero della Difesa indiano, intanto, ha spiegato ai giudici che il sovrintendente di polizia che ha firmato l'atto d'accusa è disponibile ad essere ascoltato anche nel processo milanese a gennaio.

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