Figlio di Riina a Padova, indagata la giornalista che ne scrisse

Totò Riina
Il Gico della Guardia di Finanza questa mattina si è presentato alal porta del giornale Il Mattino di Padova, su mandato della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Venezia.

Le indagini per favoreggiamento coinvolgono la cronista di giudiziaria Cristina Genesin, il direttore Paolo Possamai e il condirettore Paolo Cagnan, nei cui confronti viene ipotizzato il reato di favoreggiamento aggravato, legato alla pubblicazione, avvenuta un anno fa, di notizie e di foto sulla presenza del figlio di Toto Riina a Padova, e di rivelazione di segreto istruttorio. Otto agenti del Gico di Mestre hanno eseguito nelle prime ore di oggi una perquisizione domiciliare nei confronti di Genesin, su ordine del pm Fabrizio Celenza, consentendole solo di avvisare la sua legale e di aspettarne l'arrivo.

Nella redazione del quotidiano i finanziari hanno poi portato via il computer della cronista e altri documenti. Nell'operazione sono stati sequestrati cellulari, anche personali, dei cronisti, computer e documenti. In una nota, Federazione nazionale della Stampa, Sindacato e Ordine giornalisti del Veneto e Assostampa padovana «condannano con fermezza questo atto, che altro non è se non un attacco alla libertà di stampa, al segreto professionale e alla tutela delle fonti. Il reato contestato - dichiarano i vertici del sindacato giornalisti - è a dir poco sconcertante; non si bloccano i cronisti con una misura repressiva come questa. Ci auguriamo che il nuovo Governo e il Parlamento non si limitino a esprimere solidarietà ai cronisti minacciati, ma che si affrettino ad assumere i relativi provvedimenti a tutela di una informazione libera e indipendente».
Martedì 12 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 13-06-2018 21:57

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1 di 1 commenti presenti
2018-06-13 09:51:38
La libertà di stampa finisce dove comincia il segreto istruttorio.
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