Condannata a 9 anni Fatima, la prima foreign fighter italiana

La corte d'Assise d'appello di Milano ha condannato a 9 anni Maria Giulia Fatima Sergio, confermando così la pena inflitta in primo grado alla prima foreign fighter italiana. Confermate anche per gli altri imputati le pene inflitte in primo grado, tra cui 10 anni al marito di Fatima, l'albanese Aldo Kobuzi.

Il suo era un «fanatismo convinto» ed aveva avuto un «ruolo fortissimo» nel convincere i suoi familiari, madre, padre, entrambi morti, e sorella a partire per la Siria per raggiungere i territori dell'Isis. E poi, come emerge dalle intercettazioni, aveva aderito all' «organizzazione criminale» che aveva tra gli obiettivi di «uccidere i miscredenti» in qualsiasi parte del mondo fossero, anche con il sacrificio del «martirio». Lo ha detto durante la sua requisitoria il sostituto pg Nunzia Ciaravolo, parlando di Maria Giulia
Fatima Sergio, la prima foreign fighter italiana, che risulta latitante e di cui ha chiesto alla Corte d'Assise d'Appello la conferma a 9 anni di carcere inflitti in primo grado. Il pg aveva chiesto anche la conferma delle pene inflitte dalla Corte d'Assise per i coimputati: 10 anni per il marito di Fatima, l'albanese Aldo Kobuzi, 9 anni per l' indottrinatrice Haik Bushra, e 8 anni per Donika Coku e Seriola Kobuzi (anche loro sarebbero in Siria), madre e sorella di Aldo Kobuzi. La difesa aveva chiesto l'assoluzione.
Mercoledì 13 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 14-06-2018 14:36

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5 di 13 commenti presenti
2018-06-13 20:21:10
questa fatima non è italiana
2018-06-13 18:43:56
Purtroppo è latitante, ma speso sia morta in seguito ai vari bombardamenti in Siria.
2018-06-13 18:14:21
Ci odiano a morte, siamo miscredenti, siamo infedeli, siamo impuri...ma blablabl√° "vengheno" tutti qua!
2018-06-13 17:55:06
si sarà immolata per la gloria di Allah (speriamo)
2018-06-13 16:43:26
La 'Jihaidista però è latitante come lo è il marito e tutta la sua bella compagnia di probabili tagliagole. Quel che mi meraviglia che ci siano avvocati pagati per difenderla : hanno chiesto l'assoluzione. Ma chi li paga? Non credo che siano avvocati d'ufficio cioè quelli che esordiscono sempre con la famosa frase immortalata nei film di Totò e Peppino: " Mi rimetto alla clemenza della Corte'
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