Cassazione su Etruria, nuova smentita alla Consob: via le sanzioni sui bond

La sede di Etruria ad Arezzo
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Lunedì 13 Agosto 2018, 23:26 - Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 17:39

Cadono una dopo l'altra le sanzioni comminate dalla Consob agli ex vertici di Banca Etruria. Con il rischio che, alla fine, gli unici beffati siano azionisti e obbligazionisti dell'istituto finito in risoluzione nel novembre del 2015 assieme a Banca Marche, Carichieti e Carife.

Dopo le multe per le presunte omissioni nei prospetti di capitale, la Corte di Appello di Firenze ha annullato anche quelle relative ai prospetti dei bond, tra cui i famigerati subordinati, e quelle con cui, dopo i rilievi di Bankitalia, ha punito l'inerzia della banca nell'aggiornare la mappatura delle obbligazioni, rendendo inefficaci, secondo Consob, «le misure previste per lo svolgimento della verifica di adeguatezza dei titoli» rispetto «ai bisogni» della clientela. Sono state così annullate le sanzioni al presidente del collegio sindacale, Massimo Tezzon, ai sindaci Paolo Cerini, Gianfranco Neri, Carlo Polci, Franco Arrigucci e Giovanna Magnanensi, e ai consiglieri Luigi Nannipieri, Andrea Orlandi e Claudio Salini, tutti difesi dall'avvocato Renzo Ristuccia. Ma a finire in cavalleria, saranno probabilmente tutte le multe con cui nel 2017 la Consob ha sanzionato con 2,8 milioni di euro, 33 ex amministratori, sindaci e dirigenti dell'istituto aretino, tra cui Pier Luigi Boschi, papà dell'esponente Dem, Maria Elena. Le motivazioni alla base delle sentenze sono analoghe: l'authority di Borsa avrebbe avuto da Bankitalia un quadro esaustivo della situazione critica di Banca Etruria - a cui per sopravvivere serviva una fusione con una banca più solida - già alla fine del 2013 e comunque dal febbraio 2014, quando Consob ricevette il rapporto ispettivo di cui Bankitalia le aveva comunicato gli esiti a fine 2013. Ne consegue che già nella primavera del 2014, secondo la Corte d'Appello, sarebbero dovuti partire i procedimenti sanzionatori, scattati invece solo a metà 2016, e dunque oltre il termine di 180 giorni.

Le sentenze smontano la tesi, sostenuta da Consob anche nel corso della commissione bicamerale d'inchiesta sulle banche, secondo cui gli accertamenti sarebbero partiti tardi perché Bankitalia non avrebbe trasmesso tempestivamente documenti rilevanti per comprendere appieno la situazione in cui versava l'istituto aretino e di cui Consob sarebbe entrata in possesso solo a metà 2016. La Commissione sta analizzando i provvedimenti per valutare se ricorrere in Cassazione. «Adesso non sarà più possibile ignorare il nesso tra il cattivo operato di Consob e le perdite economiche subite dai risparmiatori di Banca Etruria» ha affermato il presidente dell'Associazione Vittime del Salvabanche, Letizia Giorgianni, preannunciando azioni legali contro Consob e la società di revisione di Banca Etruria. Servirà però dimostrare che i prospetti fossero davvero reticenti sui rischi che correva la banca, tema su cui il Tribunale non si è espresso limitandosi a rilevare che, se la Consob li riteneva tali, avrebbe dovuto attivarsi prima.

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