Elisa Claps, giallo su ritrovamento corpo
Il viceparroco fu informato a gennaio

Il recupero dei resti di Elisa Claps (foto Donato Fasano - Ap)
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Giovedì 25 Marzo 2010, 12:19 - Ultimo aggiornamento: 23 Aprile, 23:14
ROMA (25 marzo) - Si infittisce il giallo intorno al ritrovamento del cadavere di Elisa Claps nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinit di Potenza, il 17 marzo scorso. Fonti della Procura di Salerno confermano che il viceparroco della Santissima Trinità di Potenza Don Vagno (e non il parroco Ambroise Apakta, conosciuto dai fedeli come don Ambrogio come appreso precedentemente) seppe nello scorso gennaio del ritrovamento di alcuni resti umani nel sottotetto della chiesa. A informare don Vagno furono le donne delle pulizie. Sul posto sarebbe stato notato un teschio. Una delle due oggi ha negato, forse per paura; l'altra, però, la madre, avrebbe messo a verbale la circostanza.



Riscontri scientifici, confermano la presenza di passaggi precedenti al 17 marzo. Il luogo, uno spazio piuttosto grande, sarà adesso controllato di nuovo centimetro per centimetro.



Le stesse fonti, però, tendono a ridimensionare la gravità del silenzio del sacerdote: non si configura un "giallo chiesa", e il ritardo non sarebbe sintomo di una copertura della Curia sulla vicenda, sottolineano.



Don Vagno avrebbe riferito di sapere di quei resti all'arcivescovo Agostino Superbo solo il 17 marzo, quando è avvenuto il ritrovamento che ha segnato una svolta sul caso della ragazza scomparsa 17 anni fa. Il sacerdote, che ha 33 anni, avrebbedetto ai magistrati di aver tentato di contattare il vescovo a gennaio, nell'imminenza della scoperta, e di non essere però riuscito a parlargli: Superbo era impegnato in un convegno. Poi avrebbe trascurato la vicenda, dimenticandosene.



Il coinvolgimento delle due donne delle pulizie. Questa mattina il quotidiano La Provincia Pavese, aveva annunciato che il ritrovamento sarebbe avvenuto nello scorso gennaio da parte di due donne delle pulizie, che avrebbero subito avvisato il parroco che avrebbe mantenuto il segreto. Versione smentita in tarda mattinata dalle interessate in un colloquio con l'Ansa.



«Il viceparroco della Santissima Trinità don Vagno ha mentito. Né io né mia madre abbiamo mai trovato quel cadavere e l'abbiamo detto ai magistrati di Salerno». Così Annalisa Lo Vito, che «il mercoledì e il venerdì» insieme alla madre, Margherita Santarsiero, fa le pulizie nella chiesa. «La prima volta che siamo salite su quel terrazzo è stata il 10 marzo» hanno aggiunto. Il giornale scrive che sul silenzio tenuto dai due sacerdoti sarebbero stati sentiti a lungo in questi giorni dalla procura generale di Salerno, che ha avocato l'inchiesta. Il vescovo di Potenza, Agostino Superbo, ha dichiarato di aver saputo del ritrovamento solo mercoledì scorso.



I rilievi fatti sul corpo di Elisa. La giovane fu trascinata nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità: è questo uno dei dettagli che emergono dai rilievi fatti sulla salma che potranno aiutare a ricostruire la dinamica dell'omicidio. Non è possibile però dire con precisione oggi se Elisa sia stata trascinata da viva o da morta.



Dalle prime analisi effettuate durante l'autopsia sui resti della ragazza sarebbe emerso uno scenario, definito verosimile, di violenza o abuso sessuale. Ma l'ipotesi non è ancora confermata . Nei giorni scorsi era trapelato che i pantaloni erano stati trovati sbottonati, e così il reggiseno di Elisa: elementi che fanno pensare al fatto che la ragazza fosse stata spogliata. I pantaloni sono stati trovati, fra l'altro, arrotolati attorno a una gamba: questa circostanza, secondo gli inquirenti, si spiegherebbe invece attraverso l'operazioni di trascinamento subita da Elisa.



Famiglia Elisa: altro dolore e strazio. «È con ulteriore strazio che apprendiamo la notizia del ritrovamento del corpo di Elisa già nello scorso gennaio. Se ciò dovesse essere confermato dagli organi investigativi, un altro insulto sarà consumato alla memoria di Elisa e alla sua famiglia». A dichiararlo la famiglia Claps in un comunicato reso noto da Chi l'ha visto?. Per la famiglia di Elisa «diciassette anni di dolore non hanno impedito ancora una volta che il silenzio, l'omertà, la tutela di interessi che nulla hanno a che vedere con i valori cristiani prevalessero sulla pietà che si doveva a un corpo straziato».





Don Ambrogio, in un primo momento indicato come il religioso al quale fu comunicata la scoperta del corpo a gennaio, si è subito difeso. «Sfido chiunque a dimostrare che sapevo della presenza del cadavere prima del 17 marzo scorso - ha commentato - inoltre, non ho mai messo piede nel sottotetto della canonica, mai da quando sono stato nominato parroco». Alla domanda se il suo viceparroco, don Vagno, gli abbia mai riferito qualcosa su ciò che vi era nel sottotetto della canonica, il sacerdote ha risposto: «Non mi ha mai riferito nulla e anche le donne delle pulizie mi hanno mai detto nulla». Confermando di aver detto tutto ciò agli investigatori, don Ambrogio ha aggiunto: «I lavori per riparare i danni provocati dalle infiltrazioni di acqua li ho voluti io, ma non sono mai salito nel sottotetto». Sul susseguirsi delle notizie di oggi ha detto: «Non so spiegare a che gioco si vuole giocare».