Milano, arrestato Danilo Coppola: l'immobiliarista accusato di bancarotta

Milano, arrestato Danilo Coppola: l'immobiliarista accusato di bancarotta
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Martedì 24 Maggio 2016, 17:52 - Ultimo aggiornamento: 26 Maggio, 09:54

Finisce di nuovo in carcere l'immobiliarista Danilo Coppola, arrestato dalla magistratura di Roma nel 2007 e ancor prima nel 2004, e di recente condannato in primo grado a 9 anni di reclusione dai giudici capitolini. Anche questa volta l'accusa è bancarotta, alla quale si aggiunge quella di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Nel primo pomeriggio di oggi Coppola è stato arrestato a Milano, fuori dal ristorante di un grande albergo, dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta coordinata dai pm milanesi Mauro Clerici e Giordano Baggio, nella quale sono anche indagate una decina di persone tra amministratori ex ex amministratori

A firmare il provvedimento di custodia cautelare è stato il gip Livio Cristofano. Quattro sono i capi di imputazione contestati. Il primo riguarda il crac del Gruppo Immobiliare 2004 - già gruppo Coppola - dichiarato nel maggio 2013 con un buco di circa mezzo miliardo, di cui 320 di debito con l'erario (importo di cui è stato disposto il sequestro per equivalente di beni mobili e immobili facenti capo all'indagato), e per il quale si ipotizzano fatti di distrazione, dissipazione, operazioni dolose e di bancarotta documentale. Il secondo è legato al fallimento, dichiarato nel luglio successivo, di Mib Prima, società 'veicolò, creata per trasferire nel 2009 la partecipazioni di Ipi spa, che aveva in pancia Lingotto spa e Porta Vittoria spa, a Mi.Mo.Sa. della famiglia Segre, con lo scopo, secondo l'accusa, di sanare i contenziosi aperti con il fisco. L'operazione, per cui ai Segre finì solo la Lingotto, fruttò circa 30 milioni di euro, somma però che non sarebbe servita per realizzare il piano di rientro con i creditori e nemmeno sarebbe ritornata nelle casse della società di Coppola.

Per inquirenti e investigatori sarebbe stata "dispersa" in diversi rivoli, in particolare in Lussemburgo. Il terzo ha al centro il capitolo Porta Vittoria spa, società titolare di un progetto di sviluppo immobiliare nell'area sud est di Milano e mai portato a termine per problemi finanziari, della quale i pm Clerici e Baggio avevano chiesto il fallimento, ma di recente si sono visti respingere l'istanza in favore dell'ammissione al concordato preventivo. Secondo inquirenti e investigatori, Coppola e i suoi complici, si sarebbero comportati in maniera «fraudolenta» effettuando operazioni di frode ai creditori tramite fideiussioni e falsificando i bilanci con la sopravvalutazione degli immobili drenando così milioni di euro che sarebbero finiti in società lussemburghesi a lui riconducibili. Nelle pieghe dell'indagine spuntano anche altri due fallimenti, quelli di Tikal srl con 78 milioni di passivo di cui circa 60 di debito con il fisco e di Editori Perlafinanza (febbraio 2015) con 20 milioni di "rosso", e una plusvalenza di circa 100 milioni che l'immobiliarista avrebbe realizzato con una serie di compravendite di azioni Mediobanca tra il luglio 2005 e l'inizio del 2008. Somma anche questa, si ipotizza, finita all'estero. Per tutto questo Coppola è accusato anche di «sottrazione al pagamento delle imposte, mediante atti fraudolenti, con riguardo allo svuotamento dei cespiti delle società fallite, a fronte di un debito tributario ingente», Debito che per le società dell'inchiesta milanese si aggira attorno al mezzo miliardo, mentre, secondo gli atti dell'indagine, il Fisco ha aperto un contenzioso che riguarda tutta la sua 'galassià per circa un miliardo di euro.

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