Claudio Mencacci: «La paura di essere emarginati ci fa rimanere sempre online»

di Alessandra Camilletti
Professor Mencacci, serve una giornata di sconnessione dagli strumenti tecnologici a cui siamo legati? «Assolutamente fondamentale. La disconnessione ci permette di programmare i nostri circuiti naturali e quindi di non proseguire verso operazioni di delega: l’uso della rete come protesi mentale. La disassuefazione è fondamentale. Pensare di non essere connessi genera uno stato di inadeguatezza o di ansietà. Lo stato di allerta si trasforma in deficit cognitivo, a deperimento della nostra memoria. Fa stare in un...
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Giovedì 22 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 00:03

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1 di 1 commenti presenti
2018-02-22 13:48:02
come cambiano i tempi e i punti di vista. Una volta era etichettato come emarginato chi invece stava online, anche meno di un'ora al giorno. Ora tutti rimbambiti con lo smartphone, anche alla guida. E la chiamano vita sociale magari
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