Lucca, arresti per doping in team dilettanti ciclismo

Lucca, arresti per doping in team dilettanti ciclismo
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Giovedì 8 Febbraio 2018, 10:07 - Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio, 11:39

Una serie di arresti per doping nei confronti dei dirigenti di una delle maggiori squadre dilettanti del ciclismo italiano sono in corso da parte della Polizia. Tra i destinatari delle misure cautelari, il proprietario del team, l'ex direttore sportivo e un farmacista che riforniva i ciclisti dei farmaci vietati dalla normativa sul doping in assenza di prescrizione medica. A condurre l'indagine gli uomini della squadra mobile di Lucca e da quelli del Servizio centrale operativo. 

Gli atleti, alcuni giovanissimi, venivano incoraggiati dal presidente della squadra del Lucca a fare uso di sostanze dopanti. Tra i farmaci: epo in microdosi, ormoni per la crescita e antidolorifici a base oppiacea. È quanto emerge dal blitz antidoping della polizia di questa mattina a Lucca con numerosi arresti tra i dirigenti della squadra di ciclismo dilettanti, secondo quanto si legge in una nota. Numerose le perquisizioni in corso, a Lucca e in altre province della Toscana. Ad essere perquisito anche lo studio legale di un avvocato del foro lucchese.

L'indagine ha preso le mosse dalla morte di Linas Rumsas, giovane promessa del ciclismo, venuto a mancare, improvvisamente, il 2 maggio scorso. Linas Rumsas era il figlio di Raimondas, ex ciclista lituano di fama internazionale. 

Secondo gli inquirenti Luca Franceschi, proprietario dell'Altopack-Eppella, reclutava i ciclisti più promettenti, li motivava al doping e procurava loro le sostanze dopanti tra cui l'Epo mentre i suoi genitori Narciso Franceschi e Maria Luisa Luciani sono i proprietari dell' abitazione messa a disposizione degli atleti dove sarebbe avvenuta la somministrazione delle sostanze dopanti. Agli arresti domiciliari anche Elso Frediani, direttore sportivo dell'Altopack, considerato dagli investigatori conoscitore delle metodologie del doping: nella preparazione atletica dei ciclisti, si apprende dall'inchiesta, si sarebbe preoccupato di assicurare loro le necessarie consulenze, anche mediche, per una corretta somministrazione delle sostanze proibite tale da eludere i controlli in gara.

Invece Michele Viola, preparatore atletico è colui che avrebbe venduto a Franceschi l'Epo destinata ai ciclisti dell'Altopack e dato consigli su come assumerla nascondendo la positività ai controlli. Il farmacista Andrea Bianchi avrebbe rifornito gli atleti di ormoni e altri farmaci, anche di natura oppiacea, coadiuvanti dell'Epo senza la necessaria prescrizione medica. Tra gli altri 17 indagati c'è un medico sportivo a cui Frediani si sarebbe rivolto, in più occasioni, per consulenze sull'utilizzo di farmaci dopanti, anche per eludere il controllo antidoping in occasione del campionato italiano dilettanti del 25 giugno 2017. Inoltre dovrà rispondere di favoreggiamento e patrocinio infedele un avvocato di Lucca che, in assenza di mandato difensivo, essendo a conoscenza delle pratiche dopanti, avrebbe dato a Franceschi e Frediani indicazioni su come eludere le indagini. Indagato anche il secondo direttore sportivo dell'Altopack: pur non partecipando al sodalizio, avrebbe comunque somministrato e favorito l'utilizzo dei farmaci agli atleti del team.

Per lo stesso reato è indagata la compagna del proprietario dell'Altopack: alla donna, ritenuta insospettabile, era affidato il compito di portare i farmaci in gara, per assicurarne la pronta somministrazione agli atleti. Dovrà rispondere di frode sportiva la maggior parte dei ciclisti che hanno gareggiato per l'Altopack nella stagione 2016/2017. Gli inquirenti, durante una conferenza stampa per illustrare le indagini, hanno specificato che gli sponsor del team sono estranei all'inchiesta.

Se vuoi andare forte, ti devi dopare. E così gli atleti del team dilettantistico di Lucca si facevano convincere dal patron della squadra, Luca Franceschi, finito agli arresti domiciliari per reati di doping nell'inchiesta di procura di Lucca e polizia. «Se vuoi andare forte te lo dico», «se no fai come ti pare», «bisogna che tu.. per dire.. domenica corri... vieni su... ti rimette in sistema un pochino... non è nulla... che cazzo...», diceva Franceschi intercettato dalla polizia. «Fanno ventimila...», «per farti recuperare a 40 e poi vinci», dice ancora Franceschi riferendosi al dosaggio dell'Epo (le fiale sono da 10.000, 20.000, 30.000 e 40.000 unità) mentre 40 è il valore dell'ematocrito. In una differente intercettazione, fra due atleti, anche loro indagati, uno dice all'altro: «Roba, sai, che mi dà forza anche per... sai che si fa prima di gara così, il giorno della gara!!». «L'albumina ... metà però ne va fatta!», replica l'altro. «La trovo anche in farmacia?», prosegue la conversazione. «L'albumina, sì, però non penso che te la dia senza la ricetta !!», è la risposta. A questa obiezione il primo replica: «Ma c'è Andrea che... farmacista», riferendosi al farmacista Andrea Bianchi, arrestato ai domiciliari. «Ah, riesce a dare?», «Sì, sì». Si scandalizza al telefono per l'età bassa degli atleti sottoposti a doping, un avvocato indagato per favoreggiamento: «Qualcuno l'ho guardato e gli ho detto: ma che sei di fuori? Se me lo fa un vecchio marcio di 25 anni lasciamo perdere.. ma i bimbetti no eh..» L'avvocato parla con uno degli arrestati, Elso Frediani, ds e preparatore sportivo ai domiciliari. «Gente che ci rimani Elso - prosegue il legale - senza farti né nomi né cognomi... perché qualcuno si sa..». «E meno male che lì non c'entro io», replica Frediani chiosando: «È la mentalità... non c'è nulla da fare...». «Per di più - aggiunge l'avvocato - bimbetti che vanno in giro per il mondo quindi occhio... capito?». In un'altra intercettazione tra il preparatore Michele Viola, anche lui arrestato, e un ciclista, il primo si lamenta del 'doping di gruppò perché c'è il rischio che la cosa venga risaputa. Viola, riferendosi alla somministrazione di sostanze dopanti, gli dice: «E scusa, quante cazzo di persone lo fate quelle là».

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