Sul web i carteggi riservati di Cesare Lombroso, studiava nel volto la delinquenza umana

Mercoledì 4 Luglio 2018
Roma -  Lettere, cartoline, scritti, appunti. Sono più di 2650 i documenti di Cesare Lombroso, il padre dell'antropologia criminale, messi sul web e consultabili all'indirizzo http://lombrosoproject.unito.it/. Si tratta della corrispondenza professionale e personale di  Lombroso, figura simbolo del positivismo italiano, relativa alla sua attivita tra la seconda meta dell'800 e l'inizio del '900. La ricerca, realizzata dal "Sistema Museale di Ateneo" con il contributo della Fondazione Crt e il sostegno del Dipartimento di Studi storici dell'Universita di Torino, ha richiesto due anni di lavoro. Il sito web che ospita la banca dati ha permesso la ricostruzione virtuale dei carteggi lombrosiani: circa 800 lettere inviate da Lombroso, a cui si aggiungono circa 1.800 lettere ricevute. Un carteggio con Filippo Turati e George Sorel, o i premi Nobel Ernesto Teodoro Moneta, Charles Richet e Camillo Golgi  ma anche figure inquietanti, al centro di grandi fatti di cronaca dell'epoca, o misteriose (come John King "spirito guida" delle sedute medianiche ottocentesche)". Ottantasei gli enti conservatori che hanno collaborato al progetto, distribuiti nel mondo da Israele agli Stati Uniti.  

Lombroso, nell’opera L’uomo delinquente, sostenne la tesi secondo cui i comportamenti criminali sarebbero determinati da predisposizioni di natura fisiologica, che spesso si rivelano anche esteriormente nella configurazione anatomica del cranio. L’idea che la criminalità fosse connessa a particolari caratteristiche fisiche di una persona è molto antica: la si trova già, ad esempio, nell’Iliade di Omero, nel cui libro II la devianza di Tersite è direttamente legata alla sua bruttezza fisica; le stesse leggi del Medioevo sancivano che se due persone fossero state sospettate di un reato, delle due si sarebbe dovuta considerare colpevole la più deforme. Memore di questa tradizione, Lombroso si convinse che la costituzione fisica fosse la più potente causa di criminalità: e, nella sua analisi, egli attribuisce particolare importanza al cranio.

Studiando il cranio del brigante Vilella, rilevò che nell’occipite, anziché una piccola cresta, c’è una fossa, alla quale dà il nome di occipitale mediana. La cresta occipitale interna del cranio, prima di raggiungere il grande foro occipitale, si divide talvolta in due rami laterali che circoscrivono una fossetta cerebellare media: caratteristica anatomica del cranio che  oggi è chiamata fossetta di Lombroso. Egli riteneva si trattasse di un carattere degenerativo più frequente negli alienati e nei delinquenti, che classificava in quattro categorie: i criminali nati (caratterizzati da peculiarità anatomiche, fisiologiche e psicologiche), i criminali alienati, i criminali occasionali e quelli professionali.
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