Caporalato, controlli dei carabinieri: il 22% dei lavoratori è in nero. Poletti: «Cambiare condizioni»

Caporalato, controlli dei carabinieri: il 22% dei lavoratori è in nero. Poletti: «Cambiare condizioni»
di Morena Izzo
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Martedì 7 Novembre 2017, 20:38 - Ultimo aggiornamento: 8 Novembre, 12:47

I lavoratori in nero rappresentano il 22% delle 25 mila posizioni verificate nel corso della campagna “Estate Sicura”, l’attività svolta dai carabinieri per la Tutela del Lavoro, in coordinamento con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Le irregolarità riscontrate in 14.746 aziende controllate sono pari al 68%.
 

 
 
I dati relativi al periodo che va dal 1 maggio al 30 settembre 2017, sono stati illustrati dal Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Tullio Del Sette, dal Comandante dei comando per la Tutela del Lavoro, Nicodemo Macrì e dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Una campagna che ha posto particolare attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro, al contrasto al reato di caporalato, al lavoro nero e minorile, alle truffe ai danni degli enti previdenziali ed assistenziali.
 
L’attività ha consentito di controllare dal 1 gennaio al 30 settembre complessivamente 14.746 aziende e di verificare la posizione contrattuale e previdenziale di 43.685 lavoratori. Sono 1.879 le attività d’impresa sospese perché dai controlli sono emerse 8.182 posizioni lavorative in nero. Le persone denunciate sono state 5.287 e 38  quelle arrestate. Le evasioni ed omissioni contributive accertate sono pari a circa 12 milioni di euro, mentre le sanzioni amministrative elevate superano i 20 milioni di euro.
 
“Il lavoro che abbiamo fatto e che è stato intensificato durante l’anno – ha spiegato il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Tullio Del Sette – ha dato dei risultati di un certo spessore, perché anche la legislazione si è andata evolvendo. Le morti sul lavoro rappresentano l’aspetto che più ci preoccupa e più ci spinge ad intensificare ulteriormente il controllo, soprattutto per quelle attività che vengono svolte in nero con lo sfruttamento dei lavoratori”.
 
 
Per quanto riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro sono stati 421.969 gli infortuni, dei quali 682 mortali, che si sono verificati nel periodo che va dal 1 gennaio al 31 agosto 2017. In particolare sono state eseguite 1.165 ispezioni tecniche a seguito delle quali sono state sospese 122 attività in edilizia, sequestrati due cantieri, denunciate 1.502 persone e oltre il 73% delle 1.453 aziende controllate sono risultate irregolari.
 
Nell’ambito del contrasto al caporalato, durante la campagna “Estate Sicura” sono state avviate 25 indagini, con 48 persone denunciate, 13 delle quali finite in manette perché responsabili di aver sfruttato 203 lavoratori.
 
“Bisogna conoscere bene la realtà locale – ha spiegato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti – per poter intervenire efficacemente contro il caporalato. Questo fenomeno non riguarda solo migranti, ma colpisce anche cittadini italiani. Dunque ha una forte distribuzione territoriale e quindi ha bisogno di una peculiare capacità di leggere i fenomeni nel territorio, vicino alla realtà. Abbiamo bisogno di continuare a sviluppare il controllo, la prevenzione e l’azione che stiamo facendo insieme ad Inail che è quella di premiare le imprese che investono sulla sicurezza”.
 
Oltre alle 5.593 posizioni lavorative risultate in nero, altre 3.398 hanno rappresentato delle irregolarità. Nel dettaglio 10.709 posizioni verificate hanno riguardato cittadini stranieri provenienti da paesi diversi da quelli dell’Unione. Resta alto il ricorso al lavoro nero e irregolare di immigrati che si attesta al 34% del totale dei lavoratori controllati. 
  
Irregolare la posizione del 46,5% dei lavoratori minori controllati su 376 verifiche effettuate. I carabinieri hanno, inoltre, accertato 37 casi di truffa ai danni degli enti previdenziali ed assistenziali per un importo pari a 7.575.367 e denunciato 260 persone.

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