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Napoli, svolta sulla morte della bimba precipitata dal balcone: era vittima di abusi sessuali

Napoli, svolta sulla morte della bimba precipitata dal balcone: era vittima di abusi sessuali
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Mercoledì 15 Ottobre 2014, 09:42 - Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 23:13

Svolta nelle indagini sulla morte della piccola Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni morta il 24 giugno a Caivano, in provincia di Napoli, dopo essere apparentemente caduta da un balcone. La bimba nei mesi precedenti era stata vittima di abusi sessuali. Emerge dall'autopsia, i cui esiti sono anticipati dal quotidiano Il Mattino.

Violenze sessuali. L'esame del perito ha evidenziato le violenze sessuali subite dalla piccola, collocandole in un arco temporale che va da due settimane e fino a due mesi prima del giorno della sua morte.

Dubbi e sospetti sulle reali cause della morte di Fortuna erano sorti da subito, per una serie di elementi anomali come il mancato ritrovamento, sul corpo della piccola, della scarpina destra.

La mamma. «È impossibile che nessuno abbia visto niente. Era mezzogiorno, Fortuna era rientrata con me da poco a casa. A quell'ora nel palazzo c'è tanto movimento». Così Domenica Guardato (e non Giordano, come in un primo momento comunicato), madre della bambina precipitata giù a Caivano. «Sono convinta che qualcuno sa qualcosa, e deve trovare il coraggio di parlare - aggiunge la signora Guardato - Io qualche sospetto ce l'ho, ma non ho prove. Toccherà a chi fa le indagini accertare».

Il parroco: caso strano, chi sa parli. «Si tratta di un caso molto strano, nel quale tante cose non tornano. Chi sa, deve parlare. Davanti a Dio e agli uomini» disse il parroco Maurizio Patriciello celebrando i funerali della bambina.

Il precedente nello stesso palazzo. Altro elemento che alimentò l'attenzione degli investigatori fu il fatto che nello stesso edificio, nel parco Verde di Caivano, era morto - apparentemente per una caduta accidentale - un bimbo di tre anni, Antonio Giglio, che Fortuna conosceva. Il 24 giugno, giorno della sua morte, la piccola Fortuna era andata a giocare proprio a casa della sorellina del bimbo morto un anno prima.

Gli inquirenti della procura di Napoli Nord e i carabinieri non hanno mai smesso di approfondire tutte le possibili piste. «Trovate il mostro che ha ucciso la mia Angela» fu l'appello lanciato ad agosto dalla mamma di Fortuna, Domenica Guardato: «Tra queste case c'è chi ha visto, che sa cosa è successo al mio angelo. Aiutatemi a sapere».

Il magistrato che indaga sul caso di Fortuna Loffredo sta ascoltando in questi giorni alcuni amichetti della piccola nel tentativo di comprendere se a loro Fortuna avesse manifestato disagio o fatto confidenze. Gli incontri tra il pm Federico Bisceglia e i bambini avvengono nella scuola elementare, alla presenza di uno psicologo, di un assistente sociale e dei genitori dei bambini, alcuni dei quali all'inizio si erano opposti all'iniziativa. Tra i primi a venire sentiti è stata Doriana, l'amica del cuore di Fortuna, con la quale la bimba aveva giocato poco prima di morire. Doriana è anche la sorella del piccolo Antonio Giglio, morto a sua volta precipitando dal balcone un anno prima di Fortuna.

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