Berlusconi: le bimbe le ho accudite, eh...
Tarantini, missione cinese con il premier

Sabina Began, l'Ape regina di Berlusconi
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Sabato 17 Settembre 2011, 09:33 - Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre, 19:30

ROMA - Continuano a parlare gli atti dell'inchiesta della procura di Bari sul giro di escort di Gianpaolo Tarantini, e al centro delle carte resta Silvio Berlusconi, il quale continua a rispondere picche alle richieste di dimissioni.

Tarantini puntava alla realizzazione di un gasdotto tra l'Italia e l'Albania, sognava di entrare nel capitale di una società Finmeccanica (la Sel Proc) e voleva vincere 12 appalti curati dalla stessa Sel Proc per la Protezione Civile per oltre 51 milioni di euro. Nessuno di questi affari, nonostante le conoscenze che gli avrebbe messo a disposizione Berlusconi, è però andato a buon fine. Su questi progetti di business sta indagando la procura di Bari che ha stralciato dal fascicolo escort la parte relativa ad un presunto giro di corruzione legato agli appalti. Dalle carte emerge che, in attesa di fare business con Finmeccanica e Protezione civile, l'imprenditore barese e l'amico Roberto De Santis cominciarono a discutere sull'opportunità «di far intervenire Silvio Berlusconi per sostenere la realizzazione di un progetto non meglio specificato nel settore dell'energia, probabilmente un gasdotto dall'Albania all'Italia». Il progetto era nato nel marzo 2009 quando era stato siglato un accordo intergovernativo tra Italia e Albania per la cooperazione nei campi della elettricità e del gas e individuava il Tap (Trans Adriatic Pipeline) come progetto di interesse prioritario per entrambi i Paesi. Attualmente è nella fase di progettazione ingegneristica alla fine del quale sarà presa una decisione finale se costruire o no il gasdotto.

Il 29 aprile 2009 Tarantini organizzò una cena nella sua casa romana «cui intervenivano» i dirigenti di Finmeccanica «Salvatore Metrangolo (dimessosi ieri - ndr) e Lorenzo Borgogni, quest'ultimo direttore centrale relazioni esterne. Per intrattenere i suoi ospiti Tarantini reclutava» le escort Barbara Guerra, Fadoua Sebbar e Letizia Filippi, «la cui disponibilità a concedere favori sessuali in cambio di utilità era ormai testata».

C'erano anche Paolo Berlusconi con un suo amico, e Micaela Ottomano, «segretaria particolare dell'allora sottosegretario Paolo Romani», ora ministro dello Sviluppo economico. Il giorno dopo la cena, Tarantini e la Ottomano parlano al telefono per commentare la serata precedente soffermandosi, tra le altre cose, «sulla spesa che Gianpaolo aveva dovuto sostenere per reclutare le due ragazze (Guerra e Sebbar) che avevano intrattenuto i due dirigenti di Finmeccanica. Questo uno stralcio della conversazione intercettata tra Ottomano (O) e Tarantini (T):

O: «Ma pure loro sono brave ragazze, cioè brave nel senso, non erano vipere»

T: «...noo»

O: «No quei due della Finmeccanica, eh?»

T: «... (incomprensibile, ndr)... puttane»

O: «Sì, vabbè e certo che sono due puttanone, ma si vede, che scherzi? Però erano meno arpie di quella Letizia»

T: «Ah, sì»

O: «Quella là era più... mo ti è costato altri duemila?»

T: «Nooo»

O: «Che sei generoso, chissà che gli hai dato, sii...»

In cambio della serata Tarantini - annota la Gdf - promette a Guerra mille euro, alla Filippi 500 euro (per comprare un paio di scarpe «bellissime») e alla Sebbar (che già due mesi prima aveva ricevuto mille euro per prostituirsi con Metrangolo) del danaro non quantificato.

«Le bambine poi le ho accudite eh... il mio senso dell'ospitalità prevale su tutto!», dice Berlusconi parla al telefono a Gianpaolo Tarantini il 17 ottobre 2008, dopo aver ospitato a palazzo Grazioli Barbara Guerra e Ioanna Visan. La conversazione è trascritta con diversi omissis. È Berlusconi che alle 18.44 chiama Tarantini. «Ciao Gianpaolo, tutto bene? Sono finito adesso a palazzo Chigi, pensa un po'» dice il premier. «Immagino, immagino» risponde Tarantini. Poi cominciano a parlare della serata precedente. «Senti sai che una è rimasta qui, lo sai no? Io domani mattina vado a Milano e volevo dire ad Anna se per caso la sera stava impegnata per conto suo perchè io dormo, che ho proprio bisogno di dormire».

La Gdf annota che a quel punto il premier riferisce a Tarantini che il giorno dopo andrà in Sardegna «e si fara accompagnare da Barbara (Guerra, ndr) e Anna (Ioanna Visan, ndr). «Barbara ho già parlato - prosegue il capo del governo - e se ne sta tranquilla perchè anche lei è stanchissima, quindi le vedo domani mattina... Anna...non so se viene da me va bene se dorme lì dove è...». Tarantini conosceva bene i dettagli della serata perchè aveva già parlato con Barbara Guerra, che alle dieci era è ancora a palazzo Grazioli. «È stato bene lui? Ma è uscito già?» si informa Gianpi. «Sì è uscito da un'ora, quasi - risponde Barbara - aveva Consiglio oggi». Poi la ragazza ripercorre la serata: «Abbiamo ballato, abbiamo scherzato...la musica l'ha messa in camera, dopo, amore...(ride) fino adesso». E ancora: «Siamo andate in camera, dopo lui ha salutato qualcun altro perchè è arrivato dopo 20 minuti in camera. Noi siamo rimaste subito in camera noi abbiamo fatto le nostre cose...siamo rimaste qui».

«Gianpi, amore, pago tutto io, portami ragazze, ti prego». Anche se Sabina Began ha sempre respinto con sdegno l'accusa di aver reclutato escort da portare nelle residenze di Silvio Berlusconi, dalle intercettazioni emerge invece una donna che si affanna al telefono con Tarantini per trovare le ragazze: «Portamene tre, quattro, cinque». L'obiettivo dell'ape regina è la riuscita di una cena in programma il 5 settembre 2008 a Palazzo Grazioli.

«Ascolta... - dice a Gianpi il giorno prima - ... deve essere un segreto... sto organizzando domani sera... praticamente organizzo un incontro tra lui e George Clooney... e io gli ho detto 'c'è anche una sorpresa per te'...». La sorpresa sono le due nuove ragazze di cui le aveva parlato il 30 agosto.

Gianpi le descrive così: «Amore ho conosciuto due ragazze bellissime, ma veramente fi... piccoline, tutte peperine, proprio simpaticissime, poi ragazze molto semplici, ma proprio semplici semplici... brave, educate, tranquille che hanno voglia di lavorare». «Ci stanno al gioco?», chiede l'Ape regina. E Gianpi risponde: «Siiii». L'accordo è raggiunto: «Mi devi portare queste due». «Faccio l'impossibile».

La mattina del 4 settembre Tarantini contatta Sonia Carpentone e Vanessa di Meglio. Quest'ultima dice che è fidanzata e dunque non fa più «stronzate» ma Gianpi non si perde d'animo e le invia una serie di sms: è un'occasione da non perdere: «vivrai in un film... regalo pazzesco... B». Vanessa cede: «Mi tenti».

Alle 15 iniziano una serie di telefonate tra i due in cui Sabina si informa su come stanno andando le cose e sulle caratteristiche delle ragazze. «Come è fatta?» chiede la Began. «Non molto alta, magra, due tettone... fighissima... capelli lunghi biondi... occhi chiari» risponde Gianpi.

Si risentono 20 minuti dopo: «Senti ascolta... devi trovarne assolutamente un'altra...» si agita l'Ape regina. «L'ho già trovata! stai tranquilla». Alle 19 c'è la terza telefonata: «Senti però, tu mi devi capire - dice la Began - se non vanno bene, non faccio, non posso fare... perchè siccome è una cosa molto intima». Tarantini la rassicura: «ma vedrai che andrà sicuramente bene... sono certo».

Alle 20 arriva la conferma che la cena si farà: Sabina ha avuto l'ok da Berlusconi. «amore è confermato, ci vuole una terza!». «Una qualunque però eh». E la Began: «No qualunque, carina». Arriva il giorno della cena e la favorita è tesa: «Amore ascolta confermami tutto, anche la quarta, la quinta, ti prego...». E Gianpi: «Va bene, va bene...ma sai quanto mi è costato il biglietto? 1.800 euro». Sabina non si fa scrupoli: «Ma ti do io i soldi... amore ti prego, pago io i biglietti, faccio tutto io... cioè, portami ragazze, ti prego».

La guardia di Finanza annota poi due telefonate del 6 settembre, il giorno dopo la cena. In una Vanessa parla al telefono con Tarantini. «Sì tutto a posto, le ragazze sono andate via alle sei, più o meno, qualcosa così. Hanno fatto un bordello... ho fatto colazione con lui e molto carino, dolcissimo...». Gianpi si informa: «Ti ha fatto un regalo?». E Vanessa risponde: «Stamattina, andando via ha detto: 'ah metti questo, metti questo in borsa... mi fa piacere'». Poi l'imprenditore parla con Sabina Began. «Ti volevo ringraziare...della splendida serata che abbiamo passato». Sabina ricambia: «Grazie amore, grazie a te».

Nel settembre 2008 la escort barese Terry De Nicolò e altre due ragazze che avevano passano la notte con Berlusconi a Palazzo Grazioli, rimasero prigioniere nella dimora romana del capo del governo perchè all'esterno della struttura c'erano «tantissimi giornalisti» che aspettavano che il Cavaliere uscisse. Lo mette a verbale la De Nicolò il 19 giugno 2009.

La escort spiega che quando entrò la prima volta a Palazzo Grazioli, rimase colpita per «la mancanza assoluta di controlli», un fatto questo che «mi ha lasciato scioccata» perchè non fu usato neppure un «metal detector».

Dopo aver trascorso la notte a Palazzo Grazioli, De Nicolò racconta di essersi fermata a casa di Berlusconi «fino alle... e non ricordo, le undici, le dieci (del giorno dopo, ndr), perchè il problema è che fuori c'erano tantissimi giornalisti, perchè quel mattino io ricordo che lui aveva, forse non so, un discorso da fare, quindi era già tutto pienissimo di gente, quindi il problema era poter uscire senza essere visti, è stato veramente un grosso problema, quindi si è dovuto aspettare fino a tardi, che magari i giornalisti andassero via, che però comunque non sono andati via, che li ho visti uscendo (...) io non sapevo di rimanere, non lo sapevo, è stata una cosa improvvisata».

«C'erano altre ragazze - continua - che lo sapevano e nella borsa avevano il cambio, altre ragazze che sono rimaste, che sono di Roma e che non conoscevo e che ho conosciuto durante quella cena, e di cui non ricordo i nomi, o avranno detto nomi falsi, non le so dire, che vivono a Roma però (...) ho dormito lì in una stanza, in una delle tante stanze, poi al mattino ho fatto colazione insieme a queste altre ragazze e insieme a Berlusconi, e poi niente, poi lui si è allontanato, non so, perchè forse è arrivato qualcuno con cui parlare, fatti loro».

«E niente, poi - conclude - dovevamo aspettare che fuori la situazione si calmasse per poter andare via io con queste altre ragazze. Poi quando sono uscita, mi hanno ... questo autista mi ha accompagnato in hotel, dove c'era il Tarantini con il suo autista, sono andata su in hotel, ho preso il bagaglio, tutto di corsa, la borsa, e poi siamo ripartiti per Bari, quindi siamo tornati in auto tutti e tre (. .. ) delle ore ho dormito da sola e delle ore invece, alcune ore sono stata con queste due ragazze e Berlusconi (...) eravamo io e le due ragazze di Roma e Berlusconi (...) (Tarantini) mi ha dato dei soldi, ma per partecipare alla cena (...) mille euro, prima della cena».

«Non ti preoccupare», Berlusconi «ti darà dei soldi». È l'assicurazione che Tarantini fa a Terry de Nicolò quando quest'ultima gli chiede cosa avrebbe avuto in cambio se fosse rimasta a dormire con il capo del governo. Lo dice la escort nell'interrogatorio del 22 giugno 2009. La donna ammette di essersi prostituita con l'ex vice presidente della regione Puglia Sandro Frisullo e con il funzionario della Asl di Bari Antonio Colella (entrambi arrestati nell'inchiesta sulla gestione della sanità pubblica pugliese, ndr) e poi affronta il discorso relativo ai suoi incontri con il premier a palazzo Grazioli.

«Per quanto riguarda la cena a Roma - mette a verbale - prima di recarci a palazzo Grazioli mi sono recata all'hotel de Russie dove il Tarantini mi ha riconosciuto il gettone di presenza di mille euro, lui mi ha detto questo, mi ha detto: 'cerca di restare, se Silvio ti vuole, se Silvio Berlusconi ti vuole, tu ci devi restare'. Allora io gli ho chiesto: 'e cosa mi dà?' Lui mi ha detto: 'Non ti preoccupare, ti darà dei soldì». Terry chiede poi a Gianpi come fa ad essere così sicuro che il premier le consegnerà del denaro e l'imprenditore le risponde così: «Perchè lui fa così. Se non te li dà, tu accontentati di questi mille euro, se te li dovesse dare, tu questi mille euro me li restituisci». «Cosa che non ho fatto» conclude la escort.

Berlusconi invitò personalmente Tarantini a partecipare alla cena del 22 ottobre del 2008 a Villa Madama, dove il premier incontrò il il gotha dell'industria e dell'imprenditoria italiana. Una cena a cui parteciparono, tra gli altri, i ministri Tremonti, Scajola, Frattini e Fitto, l'ad di Telecom Franco Bernabè, Giovanni Perissinotto (Generali), Massimo Sarmi (Poste Italiane) e Mauro Moretti (Ferrovie). La telefonata è del 21 ottobre, il giorno prima della riunione a Villa Madama. Il capo del governo contatta Tarantini e dopo aver ascoltato quest'ultimo proporgli l'ennesima serata, lancia l'invito. «Senti, sta a sentire - dice il premier - dunque domani sera c'è una cena... ho una cena... di tanti importanti industriali a Villa Madama, quindi se tu vieni all'aeroporto e ti fa comodo venire all'aeroporto... alle 11 però se vuoi stare a cena con questi industriali... allora a Villa Madama alle sette e mezza a Villa Madama, me lo dici domani».

Alla vigilia della partenza per il viaggio ufficiale di Silvio Berlusconi in Cina, nell'ottobre del 2008, la segretaria del premier Marinella riesce a far avere a tempo di record, in cinque ore, un visto per Gianpaolo Tarantini. In una intercettazione del 21 ottobre il premier chiama l'imprenditore barese e gli dice «Eccomi Gianpaolo!». «Presidente, buonasera - lo saluta Tarantini - la volevo ringraziare perchè Marinella è stata superlativa, praticamente oggi siamo riusciti ad avere il visto in 5 ore...». Nell'informativa non si precisa di che visto si tratti. «Benissimo - replica Berlusconi - va bene... allora partiamo domani sera». La telefonata poi prosegue per organizzare una cena con ragazze a palazzo Grazioli.

Del viaggio in Cina Berlusconi parla anche in una precedente conversazione con Tarantini del 5 ottobre 2008. I due parlano di alcuni incontri da organizzare. Tarantini propone: «Facciamo mercoledì questa cosa col Bagaglino e poi il giorno dopo facciamo con Manuela».

Berlusconi: Ecco, magari facciamo cosi! Vediamo un po' se io sono... perchè io c'ho tanti impegni internazionali, parto a destra... adesso vado in America....

Tarantini: Uhm...

Berlusconi: Poi devo andare a Pechino... sono messo malissimo!

Tarantini: Bellissima! Io là vorrei venire, Presidente...

Berlusconi: Poi a Bruxelles...

Tarantini: Uhm!

Berlusconi: Va bene, possiamo combinare!

Della auspicata trasferta a Pechino con Berlusconi, Gianpi parla anche all'imprenditore Enrico Intini, quello che vuole entrare nelle società di Finmeccanica. La telefonata è del 17 ottobre 2008 e Tarantini chiede ad Intini se ha qualche aggancio in Cina. «Tu a Pechino c'hai qualcuno che conosci... perchè io vado la settimana prossima 4 giorni con lui là perchè lui ha il G7.. .G14... non so che cazzo ha... e mi vuole portare insieme... volevo qualcuno introdotto per organizzare una serata... una cena... perchè lui ha detto che si rompe i c... a fare le cose... quelle ufficiali... formali che stanno là».

Il 27 novembre 2008 di Berlusconi si perdono le tracce perchè il premier fugge nella beauty farm di Messeguè in Umbria. Alle 12.30 parla al telefono con Tarantini che gli rivela che la bella Marystell vuol andare alla beauty farm. Berlusconi: «Alla beauty farm? Sì c'è posto per tutti! E quando vuol venire (...) Vado venerdì pomeriggio da Roma». Tarantini: «Possiamo andarci insieme?» Berlusconi: «Sì, benissimo, va bene». Marystell e il Cavaliere si incontreranno, secondo i pm, nel centro Messeguè a fine novembre 2008.

Chiara Guicciardi racconta a Tarantini che era «tesa» la sera tra il 19 e il 20 febbraio 2009 quando passò la notte con il premier. Chiara dice a Gianpi che Berlusconi le chiese perchè. «Lui mi ha detto: '...te è da un pò che non fai l'amore!'. Ho detto: 'cacchio sono due mesi', allora mi ha chiesto del mio fidanzato, 'no guarda la storia è finita però non so come fare a dirglielo'; lui mi ha detto, 'beh, chiodo scaccia chiodo, meglio del presidente chi c'è!'; anzi, poi mi ha detto: 'meglio del primo ministro, no anzi il presidente del G8 è più importante'. È il numero uno, ma veramente...'». Un mese prima di questo incontro Guicciardi andò a Villa Certosa, in Sardegna, con un aereo che Mediaset le mise a disposizione.

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