Genitori uccisi dal male in pochi mesi, Alice a 26 anni muore di crepacuore

Giovedì 14 Giugno 2018
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Genitori uccisi dal male in pochi mesi, Alice a 26 anni muore di crepacuore
Prima se ne sono andati il padre e la madre. Poi, silenziosamente, si è spenta anche la figlia, Alice Signorini, trovata ieri mattina senza vita nel suo appartamento a Legnago, ad appena 26 anni. Una famiglia felice e unita, conosciuta e benvoluta a Bergantino dove viveva, ma travolta da una concatenazione di eventi luttuosi. Il primo ad essere travolto dal destino spietato, a 55 anni, nel novembre del 2015, dopo il calvario di una lunga malattia che lo ha consumato nel fisico ma non nell’animo, avendo mantenuto fino all’ultimo la sua contagiosa simpatia, è stato il padre, Paolo Signorini, persona particolarmente conosciuta e attiva nella vita della comunità di Bergantino, anche per la sua attività di attore.
  
RAGAZZA SENSIBILE
La figlia Alice, una ragazza particolarmente sensibile e con tratti di fragilità, è stata travolta da questa morte che l’ha provata prima psicologicamente e poi anche fisicamente. La sua sofferenza interiorizzata si è manifesta anche all’esterno. Il legame con la madre si è stretto ancora di più, e la giovane aveva ottenuto traguardi importanti come la laurea, conseguita lo scorso luglio all’Università di Verona, in Scienza della formazione.
 
MAMMA MORTA
Poi, a dicembre, se n’è andata anche la mamma, a 49 anni, anche lei falcidiata dal cancro. Già dipendente del Fabbri Group attivo nella produzione delle giostre, era anche lei stata attiva nella vita di paese, sia sul fronte delle attività legate a quelle del mondo della giostra che, in piccola parte anche politicamente, tanto da presentarsi candidata come consigliere alle amministrative. E se per il paese è stato un altro momento di dolore collettivo, per Alice è stata un’ulteriore tragedia. Un colpo pesantissimo che l’ha ulteriormente affossata. Ha reagito, ha lottato, poi però la sua inquietudine interiore ha alimentato ulteriormente i suoi disturbi.
 
L’INQUIETUDINE
Come un fiore con le radici recise. Una ragazza bellissima, che già si era impegnata anche lavorativamente. Si era tatuata sulla pelle le parole “papà” prima e “mamma” poi, segno tangibile di come le due ferite fossero cicatrici indelebili. Alice viveva da un po’ di tempo a Legnago, la città dove aveva frequentato le superiori, all’Itcg Minghetti. Si era come ritirata, aveva scelto di allontanarsi da Bergantino, culla dei suoi ricordi più felici. Il suo dolore, però, ha continuato ad ardere internamente. 

STRAZIATA DAL DOLORE
A capire che potesse essere successo qualcosa sono stati alcuni amici con i quali si sentiva quotidianamente. Non ricevendo risposta, hanno dato l’allarme e sono stati i vigili del fuoco, ieri mattina, a buttare giù la porta del suo appartamento, trovandola senza vita. Una morte per cause naturali, se naturale è venire schiacciata da un peso così grosso come quello che si è portata sulle spalle e che l’ha fiaccata giorno dopo giorno, facendola deperire fino a provocarne la morte. Su Facebook rimbalzano tanti messaggi di saluto, pieni di tristezza per un epilogo così tragico. «Finalmente potrai riabbracciare i tuoi genitori», uno dei commenti ricorrenti quasi a cercare un tratto consolatorio in questo sconvolgente dramma. Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 22:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA