MIGRANTI

Nave riporta 108 migranti in Libia, svolta italiana. Salvini: «Tutto gestito da Tripoli». Ira Ong

Martedì 31 Luglio 2018 di Valentina Errante
454
Migranti, nave italiana soccorre 108 persone: «Riportate in Libia»

Per il governo non c'è nessun giallo e nessun dubbio. La Asso Ventotto, la nave che lunedì ha tratto in salvo 101 migranti e li ha sbarcati nel porto di Tripoli, ha agito nel rispetto del diritto internazionale e in base ai nuovi accordi tra Italia e la Libia, che ha una propria zona Sar (ossia di ricerca e salvataggio). I ministri delle Infrastrutture e dell'Interno, Danilo Toninelli e Matteo Salvini, respingono ogni polemica e puntualizzano: «Le operazioni sono state coordinate direttamente dalla Libia», circostanza confermata dalla Guardia costiera e da Augusta Offshore, armatore della nave, che opera da oltre trenta anni a supporto delle attività estrattive in mare del Gruppo Eni in Libia e, dal 2012, sotto il coordinamento della Guardia costiera italiana, ha salvato oltre 20mila persone.

LEGGI ANCHE Trump riceve Conte alla Casa Bianca: «Migranti, l'Europa segua l'Italia»



Potrebbe essere un nuovo corso per le politiche sull'immigrazione, dal momento che i profughi non entrano in acque italiane e vengono riportati nel porto di Tripoli, ma questa linea potrebbe aprire un conflitto con l'Europa. È comunque il segnale chiaro che gli accordi tra l'Italia e la Libia, per fermare i flussi, sono esecutivi. A sollevare i dubbi, mentre l'Ue attende chiarimenti, però, non è solo l'opposizione, per l'Unhcr, l'Oim e gli esperti di diritto internazionale, ci sarebbe stato un respingimento: soccorsi in acque internazionali, i migranti, a bordo di una nave italiana, si sarebbero di fatto trovati sul nostro territorio e avrebbero dovuto essere sbarcati in un porto sicuro, quindi non in Libia. Il giallo riguarda anche le informazioni giunte a Roma, Nicola Fratoianni di Leu, su una nave di Open arms sostiene che la Ong abbia contattato il Centro di coordinamento di Roma per segnalare i gommoni senza ottenere indicazioni, i libici, invece, avrebbero risposto che sarebbero intervenuti loro.

LA RICOSTRUZIONE
La nota dell'Augusta Offshore ricostruisce i fatti: alle 14.30 la Asso Ventotto si trovava nei pressi della piattaforma petrolifera Sabratha, gestita in joint venture tra Eni e la libica Noc, a 57 miglia marine da Tripoli, 105 da Lampedusa, 156 da Malta e 213 da Pozzallo. Alle 15, la nave ha ricevuto istruzioni dal Marine Dept di Sabratha di procedere in direzione di un gommone a circa 1,5 miglia sud est dalla piattaforma. Dopo aver imbarcato rappresentanti dell'Authority libica, la nave ha avvicinato il gommone «ricevendo, dal rappresentante dell'Authority che era a bordo, istruzioni di recuperare i migranti e procedere verso Tripoli». Alle 16.30 è iniziato il soccorso ai migranti (tra i quali c'erano cinque bambini e cinque donne incinte). «Al termine delle operazioni la nave italiana è stata scortata fino a Tripoli da una motovedetta libica. In porto, senza disordini, è avvenuto il trasbordo dei profughi su una nave libica. Lo scenario cambia. Per effetto di due novità: la linea dura anti-sbarchi del governo e il riconoscimento della zona Sar della Libia. Adesso non è più il Centro di coordinamento di Roma a gestire le operazioni di soccorso in mezzo Mediterraneo.

GLI INTERVENTI
Nelle acque Sar libiche adesso interviene il Centro di Tripoli e la Guardia costiera italiana, tutte le volte che riceve segnalazioni, le invia all'organismo libico, autorità competente sulla propria zona Sar, che assume il coordinamento dei soccorsi. «Se non conosciamo i dettagli dell'operazione di soccorso e sotto quale autorità la nave opera, non commentiamo il caso. Siamo in contatto con le autorità italiane per saperne di più». Da Bruxelles non arrivano altri commenti. Intanto è Marina Castellaneta, professore di Diritto Internazionale a sostenere che l'Italia possa incorrere in una condanna da parte della Corte europea, come avvenuto nel 2009. «La nave è italiana, quindi lo Stato è responsabile come se fosse il suo territorio» ragiona la docente.

 


 

Ultimo aggiornamento: 1 Agosto, 19:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Traffico e sveglie all’alba: cosa non ci manca dell’uscire di casa

di Veronica Cursi