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Amatrice, scuole colpite dal sisma: la beffa dell'inagibilità

Amatrice, scuole colpite dal sisma: la beffa dell'inagibilità
di Italo Carmignani
4 Minuti di Lettura
Domenica 13 Agosto 2017, 11:05

dal nostro inviato

AMATRICE - Duemilacinquecento: pronunciatelo cinque volte in fila e avrete in senso della paura. Perché il numero conta gli edifici scolastici delle zone del terremoto, tra Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo in cui la sicurezza contro le scosse è un vago indicatore. E moltiplicarlo per cinque fa capire quanto sia lunga la strada affinché l'Italia seduta ai banchi di scuola e appesa al sismografo, possa smettere di pregare contro un demone ondulatorio o sussultorio misurato in gradi Richter. Cinque, un quinquennio di liceo, è quanto servirebbe se si decidesse veramente d'intervenire ora per alzare l'asticella dell'indice di vulnerabilità oltre quello 0,070, l'incredibile soglia di svariate scuole delle zone del sisma, la cui offerta di sicurezza è pari a zero.

Il problema è se sua altezza Instabilità del Terremoto aspetti anche lui cinque anni. In tutta Italia il problema va moltiplicato per oltre 50mila, con una statistica di scuole sicure e antisismiche ferma a seimila. L'assurdo però, è un altro: le scuole effettivamente distrutte dal sisma o quelle nei comuni in cui vigono le zone rosse, avranno davvero in tempi brevissimi una soluzione nuova e sicura. Ma parliamo di massimo qualche centinaio di edifici, briciole rispetto al problema nazionale. Comunque, in questi casi l'efficienza è davvero giapponese. Anche in virtù dell'intervento dei privati con in testa la Ferrari di Marchionne.

IL CRATERE È SALVO
Forti delle misure delle loro voci cadute nel vuoto, i presidi delle zone del sisma si sono ritrovati pochi giorni fa a Roma e dopo avere preso atto di risposte vaghe, stanno valutando la possibilità di non riaprire le scuole in autunno e delegare la decisione ai prefetti. A settembre non si riparte, quindi? «No, si ripartirà», assicura il sottosegretario all'Istruzione, Gabriele Toccafondi: «Abbiamo già attivato i nostri Uffici scolastici regionali che stanno valutando eventuali criticità e la disponibilità di possibili soluzioni alternative».

Come spesso accade, la soluzione sarà mediana. Accanto alle cifre della preoccupazione, quelle della soddisfazione, perché dove il terremoto ha colpito duro, le scuole sono state la prima preoccupazione di tutti. Non solo del presidente Mattarella. Vero, però: ad Amatrice le scuole coloratissime del Trentino sono ancora lì, a Villa San Cipriano, dove furono costruite a tempo di record per far ricominciare l'anno scolastico ai bambini il 15 settembre, come tutti i loro coetanei del Lazio. E ancora vero: secondo i piani del Commissario alla Ricostruzione e del Comune sarebbero già dovute sparire, per lasciar spazio al nuovo polo didattico che metterà insieme asilo, scuola elementare e media e liceo scientifico con la sezione sportivo-internazionale e con il convitto per i suoi 30 allievi in arrivo da mezza Italia.

LA RINASCITA
Ma la strada per il progetto milionario alla cui realizzazione concorrerà la Ferrari, che per volere di Sergio Marchionne ha messo a disposizione i 7 milioni di dollari incassati durante un'asta in Florida, non sarà lunghissimo. Il polo Capranica di Amatrice accoglierà anche gli studenti di ritorno ad Accumoli: lo scorso anno scolastico lo hanno frequentato a San Benedetto del Tronto, la scuola provvisoria ad Accumoli ancora non c'è perciò ci si dividerà tra Amatrice e Cittareale.

Qui Norcia, nell'Umbria della controtendenza: più di cinquecento studenti al sicuro, dislocati in tre strutture scolastiche nuove di zecca e realizzate con materiali di qualità e a tempo di record grazie al sostegno della Fondazione Rava. Ai 180 ragazzi che da maggio hanno la nuova scuola, vanno infatti aggiunti i circa 220 della scuola primaria cui la nuova sede è stata consegnata a fine marzo e i circa 125 della scuola dell'Infanzia inaugurata più di recente. «Entro breve spiega l'assessore Giuseppina Perla riaprirà anche l'asilo nido, che conta circa 15 iscritti».

La stessa Fondazione Rava ha consegnato a Cascia le nuove scuole elementari e medie, che consentono a 160 studenti di tornare in classe. Come per le casette, anche per le scuole le Marche si distinguono per la maglia nera. Spiega Marcello Fiori (Fi): «Sono 341 le scuole inagibili, circa il 35% del totale, pertanto molti studenti e le loro famiglie saranno costretti nell'ormai prossimo mese di settembre a vivere un anno scolastico pieno di disagi e precarietà». Come sempre la verità sta in mezzo: nelle oltre trecento scuole, gran parte del problema è quello nazionale dell'indice di sicurezza antisismica. Nel 2002, in occasione del terremoto del Molise in cui morirono 27 alunni e un insegnante, il dibattito venne riaperto con la stessa urgenza. E subito chiuso.

(Hanno collaborato Ilaria Bosi e Alessandra Lancia)

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