Getta figlia da viadotto A14 e si suicida, i due mano nella mano prima della follia

Getta figlia da viadotto A14 e si suicida, i due mano nella mano prima della follia
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Lunedì 21 Maggio 2018, 18:29

Sono stati visti camminare mano nella mano sull'autostrada Fausto Filippone e sua figlia Ludovica poco prima che l'uomo la scaraventasse giù dal viadotto dell'A14 uccidendola. Una pattuglia della polizia stradale di Pescara Nord ha visto la 11enne viva pochi istanti prima di essere lasciata cadere nel vuoto.

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Secondo segnalazioni di alcuni automobilisti che, intorno alle 13, transitavano sul viadotto dell'A14 in direzione sud, padre e figlia, mano nella mano, si erano allontanati circa duecento metri dall'auto, camminando vicino al guardrail, prima di giungere nel punto da cui è precipitata la bambina. Un volo di 40 metri. Dopodiché nessuno si è più potuto avvicinare al corpo di Ludovica: ogni volta che soccorritori e personale della Squadra Mobile tentavano di avvicinarsi, Fausto Filippone minacciava, a voce alta, di lanciarsi.

«Abbiamo cercato, con un negoziatore esperto, di impedire che l'uomo si gettasse dal cavalcavia. L'unico elemento certo - ha detto il questore Vincenzo Palumbo.- è che durante le lunghe trattative lui continuava a chiedere scusa a tutti». «Resta da chiarire - spiega il capo di gabinetto della Questura Katia Basilico - se in tarda mattinata al momento dell'arrivo del 118 Filippone fosse ancora nei pressi della palazzina di largo Roccaraso dove giaceva il corpo di Marina Angrilli nell'area del retrocortile».


«Una famiglia senza problemi, con una vita normale. Sentendo familiari e vicini non sono emersi elementi che possano far pensare a problemi familiari o liti». Così è stata descritta la famiglia di Filippone. «Una famiglia perbene» ha detto il questore, Vincenzo Palumbo. La settimana scorsa la famiglia aveva partecipato alla cena di fine anno dello sci club Aterno di Pescara che frequentava da cinque anni. «Erano sereni - racconta il presidente, Mattia Giansante - e Ludovica era particolarmente soddisfatta per aver ritirato la coppa per le gare vinte a fine corso di sci». Saranno ora le indagini a chiarire i vari aspetti delle vicenda ancora da ricostruire e si attendono risposte dagli esami in corso sulla bambina. 

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