Furbetti del cartellino, la Cassazione: «Punibili anche prima della riforma Madia»

Mercoledì 14 Dicembre 2016
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Furbetti del cartellino, la Cassazione: «Punibili anche prima della riforma Madia»

I «furbetti» del cartellino, indipendentemente dal metodo usato per uscire dall'ufficio durante l'orario di lavoro, erano licenziabili anche prima della riforma Madia approvata nei mesi scorsi. Anzi, forse con le vecchie norme i 'furbettì erano puniti più ad ampio spettro perchè, anche se non ricorrevano alla «modalità fraudolenta» prevista dalle nuove norme. Bastava che in qualunque modo eludessero il sistema di rilevazione delle presenze, dunque anche senza frode.

Lo sottolinea la Cassazione spiegando già la riforma del pubblico impiego realizzata nel 2001 dal ministro Bassanini, e poi rafforzata dalla riforma Brunetta, punisce con il licenziamento gli statali che, senza autorizzazione, non sono presenti in ufficio a prescindere dalla modalità, fraudolenta o meno, usata per raggirare il datore di lavoro, ossia lo Stato. Per questo la Suprema Corte ha accolto il ricorso con il quale l'Inps ha chiesto il licenziamento di uno statale napoletano, Ciro M., che nel 2010 si era allontanato durante l'orario di servizio senza alterare nessun marcatempo nè ricorrendo alla complicità dei colleghi, forse uscendo da un ingresso non controllato. La Corte di Appello di Napoli, nel 2013, aveva dichiarato nullo il licenziamento inflitto nel 2010 rilevando che non c'erano state «modalità fraudolente».

Nel ricorso in Cassazione, l'Inps ha invece sostenuto che la riforma Bassanini del 2001, applicabile a questo caso 'ratione temporis', prevede che «l'uso fraudolento delle apparecchiature atte a documentare la presenza sul luogo di lavoro e l'utilizzo alterato di queste ultime non si consuma solo nella commissione di condotte volte ad alterare fisicamente il sistema di rilevazione delle presenze o nel far timbrare il cartellino da altri colleghi, ma anche nella omessa registrazione dell'uscita dal luogo di lavoro e nella attestazione non veritiera sulla effettiva presenza sul luogo di lavoro». La Cassazione ha condiviso la tesi affermando che con le norme Bassanini uscire dall'ufficio senza strisciare badge o schede magnetiche è una condotta penalmente rilevante che porta al licenziamento.

E questo «indipendentemente» dall'intervento «additivo» della riforma Madia - con il richiamo alla modalità fraudolenta - che «sicuramente», osservano gli 'ermellinì nel verdetto 25750, non è «qualificabile come fonte di interpretazione autentica» e comunque «non ha efficacia retroattiva». Ora la vicenda dovrà essere rivalutata dalla Corte napoletana e per Ciro M. le cose non si sono messe bene.

Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre, 16:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA