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Zona gialla, spostamenti tra regioni vietati (verso proroga dello stop). Sci, riapertura beffa

Zona gialla, spostamenti tra regioni vietati (verso proroga dello stop). Sci, riapertura beffa
di Mauro Evangelisti
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 3 Febbraio 2021, 06:56 - Ultimo aggiornamento: 19:09

Riaprono le piste da sci, ma non i confini delle regioni. In sintesi: se non ci saranno cambiamenti, la neve potrete vedere solo se è vicino a casa. Va ricordato che ad oggi i viaggi interregionali sono proibiti. L'orientamento è quello di mantenere questa limitazione, per evitare rischi inutili, perché se è vero che per ora il numero dei contagi non sta salendo, è altrettanto vero che alcuni campanelli d'allarme stanno risuonando, in vari punti del Paese, vedi Umbria, o in altre nazioni europee, ad esempio il Portogallo.

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Prudenza


Dice il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo: «Non c'è stato chiesto un parere sulle possibili riaperture agli spostamenti tra regioni ma, d'altra parte, al momento sembrerebbe imprudente consentirli. Non ce lo possiamo permettere, siamo in una fase molto delicata dell'epidemia, che potrebbe ripartire. E anche nelle ultime ore abbiamo contato 499 decessi per Covid-19. Rischiare ora, sarebbe sbagliato. In fondo, è un sacrificio sostenibile, in attesa che la campagna vaccinale arrivi a risultati più consistenti».

In sintesi: per molti esperti febbraio e marzo saranno i mesi più insidiosi, non avrebbe senso azzardare aperture ai viaggi proprio ora in cui dobbiamo resistere fino a quando non avremo protetto un alto numero di persone fragili con i vaccini. C'è però un problema: il 15 febbraio si prevede la riapertura degli impianti sciistici, richiesta a gran voce dagli operatori. Venerdì il Cts analizzerà un protocollo di sicurezza sanitaria proposto dai governatori. Il Comitato tecnico scientifico porrà comunque delle condizioni, a partire dalla richiesta di contromisure nella gestione dei flussi degli sciatori, specialmente nelle strutture di vaste dimensioni. «Della questione degli impianti dello sci parleremo insieme a quella del festival di Sanremo» ricorda Miozzo. Se il via liberà ci sarà, sarà comunque accompagnato dalla richiesta di estrema cautela.

Altro nodo: il governo - appare probabile -, manterrà lo stop agli spostamenti interregionali quanto meno fino allo scadere del Dpcm (5 marzo), dunque per gli impianti sciistici saremo di fronte a una falsa partenza perché chi sperava di partire da Roma e andare a Cortina resterà deluso. E gli operatori riflettono a voce alta: senza gli arrivi da altre regioni, ripartenza beffa. L'Associazione Nazionale Esercenti Funiviari è sul piede di guerra. Insieme ad altri lavoratori dell'indotto sta organizzando una protesta: i sindaci delle località sciistiche d'Italia e vari esponenti locali del settore, alle 10 del mattino di venerdì, si riuniranno davanti alle chiese in attesa del rintocco delle campane. «Ricorderemo il dramma, non solo economico, che attanaglia la montagna».

Secondo il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, «con il progredire della campagna vaccinale devono riaprire i ristoranti anche la sera, occorre far tornare le persone progressivamente alle proprie attività e a una nuova normalità, pronti a fare un passo indietro se dovesse arrivare una variante aggressiva o una nuova recrudescenza del virus». Dalla Lombardia ci sono spinte perché si riaprano anche gli impianti, dice Massimo Sertori (assessore regionale alla Montagna): «Le Regioni hanno messo a punto un pacchetto di proposte per la riapertura degli impianti sciistici, accogliendo tutte le osservazioni avanzate dallo stesso Cts. Non abbiamo pertanto ragione di pensare che non verrà approvato. Il Dpcm in vigore prevede la possibile apertura degli impianti sciistici il prossimo 15 febbraio. Il ministro Boccia ha dichiarato nell'ultima Conferenza Stato-Regioni che questa settimana avrebbero assunto una decisione definitiva in merito alla data, che diventa elemento fondamentale per la sopravvivenza dell'economia di montagna».

Le regioni che chiedono il ritorno sulle piste da sci fanno notare che la situazione epidemiologica è migliorata e che, rispetto a febbraio-marzo 2020, quando a inizio pandemia molte persone si contagiarono proprio negli impianti sciistici, oggi si conosce meglio il coronavirus, saranno previste precauzioni per evitare assembramenti e situazioni a rischio trasmissione di Sars-CoV-2.

 

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