Zona gialla, nessuna Regione cambia colore: Sardegna e Sicilia rischiano di più di lasciare la bianca

Zona gialla, nessuna Regione cambia colore: Sardegna e Sicilia rischiano di più di lasciare la bianca
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Venerdì 23 Luglio 2021, 19:24 - Ultimo aggiornamento: 25 Luglio, 09:38

Nessuna Regione, al momento, vede rischi imminenti di entrare in zona gialla. E questo in funzione dei nuovi parametri varati dal Governo. «Nelle prossime settimane le nostre Regioni rimarranno in zona bianca. I vaccini ci permettono condizioni di serenità», ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa citando le evidenze scientifiche. Le ospedalizzazioni da Covid-19 sia per i reparti che per le terapie intensive sono tutte sotto le soglie d'allarme stabilite per le zone gialle (10% in terapia intensiva e 15% per l'area medica) anche se alcune regioni sono più avanti.

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Per calcolare il rischio alla luce delle novità introdotte, l'Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell'Università Cattolica, Altems, ha sviluppato un nuovo indicatore che fissa nuove soglie differenziate tra Regione e Regione ed "equivalenti" al valore standard di 50 casi ogni 100.000 abitanti per tenere conto anche di questo fattore. Da questo nuovo indicatore, riferisce Altems nella 62ma puntata dell'Instant Report Covid-19, emerge un valore medio nazionale pari a 0,35, con valori differenti tra le Regioni: quella con il rischio di soglia in zona gialla più elevato è la Sardegna (0,75, con un'incidenza media settimanale pari a 67 nuovi casi ogni 100.000 abitanti e il 47% di vaccinati rispetto alla popolazione residente), seguita dalla Sicilia (0,62, con un'incidenza media settimanale pari a 54 nuovi casi ogni 100.000 abitanti e il 45% di vaccinati rispetto alla popolazione residente).

AL SICURO - Al contrario la Regione con il rischio di soglia in zona gialla più basso è la Valle d'Aosta (0,12, con un'incidenza media settimanale pari a 10 nuovi casi ogni 100.000 abitanti e il 45% di vaccinati rispetto alla popolazione residente). «Ben venga l'abbassamento delle soglie dell'occupazione delle terapie intensive e dei posti letto in area non critica. Fondamentale, però, è considerare in modo adeguato anche l'evoluzione dell'incidenza (ora per tutte le Regioni a 50 per 100.000 abitanti)», afferma Americo Cicchetti, direttore di Altems sottolineando la necessità di controllare la circolazione del virus altrimenti, spiega, «si rischia di avere molti casi a domicilio, anche lievi, ma che andranno a mettere sotto pressione i servizi territoriali». Da qui il nuovo indicatore di Altems che tiene conto anche dell'andamento della campagna di vaccinazione nelle diverse regioni. Con i vecchi parametri, invece, rispetto al quadro attuale, quattro le Regioni che nel periodo tra il 16 e il 22 luglio hanno superato la soglia dei 50 casi per 100mila abitanti e che sarebbero finite in zona gialla dalla prossima settimana. Nello specifico, si tratta proprio di Sardegna, con 82,8 contagi su 100mila abitanti, e Sicilia (64,9) a cui si aggiungono Veneto (68,9), Lazio (68,8).

IL MONITORAGGIO - Intanto schizzano i parametri che fotografano l'andamento dell'epidemia di Covid-19 in Italia negli ultimi sette giorni, confermando il trend di peggioramento in atto ormai da alcune settimane. L'ultimo monitoraggio regionale della Cabina di regia indica infatti come l'indice di trasmissibilità Rt oltrepassi a livello nazionale la soglia di 1 attestandosi a 1,26, con una proiezione a 1.55 per la prossima settimana, mentre l'incidenza è passata da 19 a 41 casi per 100mila abitanti. Un balzo si registra anche nei contagi, trainati soprattutto dai giovani. Per questo l'invito dell'Istituto superiore di sanità (Iss) e del ministero della Salute è a tenere alta la guarda e vaccinarsi senza esitazioni. La situazione è dunque in ulteriore peggioramento e, mentre la variante Delta del virus SarsCoV2 è ormai prevalente nel Paese, arrivano a 19 le Regioni classificate a rischio moderato. Tuttavia, la rilevazione su base settimanale evidenzia che i reparti ospedalieri non ne stanno risentendo e reggono alla curva in risalita: nessuna Regione e Provincia autonoma supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica, con il tasso di occupazione che resta stabile al 2% sia pure con un lieve aumento nel numero di persone ricoverate. Con i nuovi parametri, infatti, la soglia critica che segna il passaggio alla zona gialla per le Regioni è fissata al 5% e al 10% di occupazione rispettivamente per le intensive ed i reparti ordinari.

LE VACCINAZIONI - A fronte di ciò, è quanto mai necessario che i cittadini completino il ciclo vaccinale e si intensifichi il tracciamento e sequenziamento dei casi, avverte la Cabina di regia. Aumentano anche i numeri giornalieri dell'epidemia: i casi nelle ultime 24 ore, secondo il bollettino del ministero, sono 5.143 (ieri 5.057), mentre sono 17 le vittime rispetto alle 15 di ieri. Stabile il tasso di positività, al 2,2%. Stabili anche i ricoveri, con 155 pazienti in terapia intensiva per Covid (3 in meno rispetto a ieri). Sono invece 1.307 i ricoverati nei reparti ordinari (+70). «C'è un incremento di casi in quasi in tutte le Regioni», ha spiegato il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro alla consueta conferenza stampa al ministero della Salute per illustrare il monitoraggio settimanale. «Crescono da 2267 a 2958 i comuni con almeno un caso di Covid e l'incidenza - ha detto - mostra come in quasi tutte le regioni vi sia una marcata crescita. L'Rt si protetta inoltre verso il valore di 1.55 la prossima settimana». La crescita, ha chiarito, è caratterizzata innanzitutto da casi nella fascia 10-19 e 20-29 anni e quindi «è la popolazione più giovane che alimenta i nuovi casi dell'epidemia, con l'età media dei casi di infezione che si è abbassata a 25 anni».

 

L'INCIDENZA - L'Incidenza, ha evidenziato ancora, «è raddoppiata, l'impatto sui servizi sanitari è ora limitato ma la variante delta aumenta: da qui l'importanza di completare il ciclo vaccinale e rispettare le misure di distanziamento e l'uso delle mascherine». La situazione «si sta complicando», ha rilevato il direttore della Prevenzione del ministero Gianni Rezza. La Delta «purtroppo corre molto più velocemente perché ha un picco di carica virale molto elevato, e vediamo grappoli di casi tra ragazzi, adolescenti e giovani adulti». Ma nonostante l'allarme crescente, sono ancora troppi i non vaccinati, soprattutto tra gli over-60. Rezza lancia quindi un appello: «Invito gli over60 a vaccinarsi e anche gli over50, perchè i tassi di ospedalizzazione in queste fasce non sono banali. Va bene l'aumento delle vaccinazioni in atto, però un appello a farsi vaccinare è doveroso farlo proprio per evitare una eventuale congestione delle strutture ospedaliere nel momento in cui - conclude l'esperto - circola una variante molto contagiosa».

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