Zona arancione in Italia: dai negozi alle seconde case, ecco cosa cambia fino al 30 dicembre

Da oggi l'Italia in zona arancione: ecco cosa cambia fino al 30 dicembre
di Francesco Malfetano
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Lunedì 28 Dicembre 2020, 09:11 - Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 09:31

Oggi l'Italia si è risvegliata in zona arancione e quindi con i negozi aperti, meno autocertificazioni da compilare e la possibilità - almeno in un caso specifico - di uscire fuori dalla propria regione. Dopo aver trascorso i 4 giorni clou delle festività in zona rossa infatti, in ottemperanza a quanto stabilito dal governo con il decreto natalizio anti-Covid, dal 28 fino al 30 dicembre nella Penisola cambiano le regole e vengono adottate misure un po' più leggere

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Se la novità più importante riguarda i negozi che potranno finalmente riaprire tenendo la serranda alzata fino alle ore 21, ancora niente da fare per le attività di ristorazione. Resta infatti il divieto di apertura per bar e ristoranti che però, pur da chiusi, potranno offrire servizio da asporto fino alle 22 e a domicilio senza limiti di orario.  
Punto fermo resta il coprifuoco tra le ore 22 e le 5 del mattino. Per cui, proprio come accade ormai da più di un mese, gli spostamenti in questa fascia oraria andranno giustificati con una autocertificazione. La stessa che in questi 3 giorni non servirà per muoversi all'interno del proprio comune di residenza tra le 5 e le 22. Questo genere di spostamenti infatti, è consentito senza ulteriori limitazioni. 

Con alcune attenzioni si potrà anche uscire dal proprio comune, pur rimanendo all’interno della propria regione non solo per motivi di lavoro, salute o necessità e urgenza, ma anche con altre due motivazioni. La prima è la deroga che consente di andare al massimo in due persone una sola volta al giorno a trovare un parente o un amico. La seconda invece è la deroga che permette di spostarsi dal proprio comune se la popolazione non supera i 5.000 abitanti, senza percorrere una distanza «superiore a 30 chilometri dai relativi comuni» e senza recarsi nel capoluogo di provincia. Inoltre, solo nei "giorni arancioni", per cui 28,29,30 dicembre e 4 gennaio, è possibile solo per chi risiede nei piccoli comuni spostarsi (tra le 5 e le 22) anche in un’altra regione, sempre però entro i 30 chilometri dalla propria residenza e senza andare verso i capoluoghi di provincia. 

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Da precisare però come restino vietati gli spostamenti verso le seconde case fuori dal territorio regionale. Nelle Faq del governo infatti si fa notare che «nel periodo compreso tra il 21 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021, gli spostamenti di un nucleo familiare convivente verso le seconde case sono sempre consentiti, dalle 5 alle 22, all’interno della propria Regione e sempre vietati verso le altre Regioni. È consentito lo spostamento verso la seconda casa, anche se intestata a più comproprietari, di un solo nucleo familiare convivente». Inoltre - pena una sanzione amministrativa che va dai 400 euro ai mille - nel periodo considerato «lo spostamento dalla seconda casa al luogo di lavoro non può essere addotto come motivo giustificativo di un nuovo rientro nella seconda casa, in un’altra regione, nello stesso periodo. Quindi si potrà tornare al lavoro ma poi non si potrà rientrare nella seconda casa».

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