Veneto zona gialla, ma 3.605 nuovi contagi. Luca Zaia: «Niente happy hour a mezzogiorno». L'ordinanza

Veneto zona gialla, ma 3.605 nuovi contagi. Luca Zaia: «Niente happy hour a mezzogiorno». L'ordinanza
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Venerdì 13 Novembre 2020, 13:16 - Ultimo aggiornamento: 21:24

Il Veneto come un fortino di fronte al Covid: un'area gialla (rischio moderato) circondata da regioni rosse o arancioni . È l'effetto dell'ordinanza che il ministro Roberto Speranza si appresta a firmare in serata,, con la quale - oltre a Campania e Toscana ,che passano in area rossa - transiteranno in arancione anche Friuli V.G. Emilia Romagna e Marche. Il Veneto resta quindi giallo, e supera per la seconda volta l'esame dei 21 parametri che assegnano la patente del rischio del contagio. L'ordinanza firmata ieri dal governatore Luca Zaia, con un nuovo giro di vite a passeggiate e uscite nelle città, ha certamente avuto un ruolo. Le città del Veneto - il provvedimento entra in vigore dalla prossima mezzanotte - hanno intanto iniziato a blindarsi. A Verona centro storico «sorvegliato speciale» per tutto il weekend: saranno 17 i punti presidiati dalla Polizia locale per monitorare l'ingresso delle persone nella città antica. Gli agenti, dalle 8.00 alle 20, controlleranno tutti i sette ponti di accesso all'ansa dell'Adige. Altre sei le postazioni tra Castelvecchio, via Roma, piazza Bra e via Pallone, una alle spalle dell'Arena, un'altra in piazza Erbe, e poi a Porta Leoni e a Porta Borsari.

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A Padova il Comune ha rimesso in funzione transenne e corridoi per regolare entrata e uscita dal mercato di piazza delle Erbe. «faremo applicare l'ordinanza regionale con rigore » ha detto il sindaco Sergio Giordani.  Sull'emergenza Covid «chiedo a tutti i veneti di stringere i denti, di rispettare le nuove restrizioni. Il senso dell'ordinanza di ieri non è quello di trovare la scappatoia per fare l'happy hour a mezzogiorno». Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, in merito alle nuove misure che vietano in Veneto - dalla mezzanotte di oggi - le passeggiate nei centri storici, o nelle località turistiche, e gli assembramenti davanti ai locali dello spritz. «Confido in un atto di responsabilità dei cittadini - ha aggiunto - perché se cambiamo zona di rischio ci chiudono i confini comunali».

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Luca Zaia, il tema vaccini

«In Veneto arriverà una dose massiccia di vaccini anti Covid». Lo ha annunciato il presidente della Regione Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa. «Sulle quote siamo più alti dell'8%, che è la quota del vaccino antinfluenzale. Lo sforzo è elevatissimo da parte della Regione perché il vaccino va fatto in poco tempo, e stiamo parlando di milioni di pezzi, con postazioni e registrazioni relative». E Zaia ha quindi lanciato una proposta: «Il vaccino anti Covid potrebbe diventare anche una sorta di 'pass' come lo è oggi il tampone che viene richiesto in alcuni casi».

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Intanto, il Veneto ha registrato 3.605 nuovi positivi nelle ultime 24, ma con un numero di tamponi record, 47.000 - dei quali 17.000 molecolari e 30.000 rapidi. «Se facessimo il confronto fra i tamponi fatti oggi e quelli del 21 marzo scorso, il momento più nero - ha spiegato Zaia - possiamo dire oggi avremmo dovuto trovare oltre 9.000 positivi. In quella data a marzo, infatti, avevamo 412 contagi con 2.170 tamponi fatti. Oggi facciamo 23 volte i test di marzo». Se il tasso di positivi sui tamponi in quel momento era intorno al 20%, «oggi - ha aggiunto Zaia - siamo sul 7-8%, in sostanza la metà della primavera scorsa». Complessivamente, dall'inizio dell'epidemia, il Veneto ha processato 2.529.000 tamponi molecolari, e 543.000 rapidi.

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«A parità di tamponi oggi abbiamo la metà di positivi di marzo». Lo ha sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa. Il governatore ha spiegato infatti che «se facessimo un confronto tra il numero di tamponi fatti oggi e quelli del giorno più nero della prima ondata a fine marzo possiamo dire che al posto dei 3.605 positivi delle ultime 24 ore ne avremmo dovuto trovare oltre 9.000. Allora infatti avevamo 412 contagi con 2.170 tamponi fatti, oggi ne abbiamo fatti 47.000 tamponi (tra molecolari e test rapidi), e la proporzione ci darebbe appunto 9.000 positivi». E ancora Zaia ha spiegato che «se il tasso di positivi sui tamponi fatti allora era intorno al 20% oggi siamo su 7-8%, in pratica, la metà della primavera scorsa». Ad oggi in veneto ha ricordato il presidente della regione: «Sono stati fatti 2.529.000 tamponi molecolari e 543.000 rapidi». Ma le differenze tra la prima e la seconda ondata non finiscono qui. Il governatore del veneto ha spiegato che «oltre alla metà di positivi, per tamponi fatti, rispetto a marzo, oggi abbiamo la macchina sanitaria molto più efficiente e i pazienti sono 'diversì perché le terapie intensive occupate sono di meno: il 26 marzo, il giorno con la punta maggiore, erano infatti occupate 356 terapie intensive, oggi siamo a 227, con 6 nuovi ricoveri da ieri». Di più Zaia ha anche sottolineato: «È maggiore il turnover dei pazienti negli ospedali. I posti letto si liberano più in fretta con una media di 7-8 giorni di ricovero rispetto alle 2-3 settimane della prima ondata». E anche sul fronte delle Rsa la situazione è ben diversa: «A marzo l'ospedalizzazione degli anziani delle case di riposo era del 22% e oggi è dell'8%». Infine, Zaia ha confermato le previsioni del modello matematico: «Che indicano per il 15-20 novembre l'apice dell'epidemia, poi si dovrà vedere quanto durerà questo picco, che non scenderà istantaneamente e potrebbe durare anche per alcune settimane».

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