Covid, la crisi del turismo. Gli albergatori: noi allo stremo, subito una patente per riaprire

Covid, la crisi del turismo. Gli albergatori: noi allo stremo, subito una patente per riaprire
di Valeria Arnaldi
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Lunedì 25 Gennaio 2021, 06:13

Agenzie di viaggio, alberghi, b&b: il mondo del turismo, fortemente penalizzato dalla pandemia e dalle restrizioni per contenere il virus, chiede a gran voce interventi concreti e rapidi. E guarda con speranza al passaporto vaccinale per superare la crisi. «Si tratta di uno strumento estremamente interessante per consentire la ripartenza del settore - commenta Ivana Jelinic, presidente Fiavet-Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo - Il passaporto vaccinale darebbe a quanti hanno fatto il vaccino la possibilità di ricominciare a spostarsi sia a livello nazionale, tra le regioni, sia internazionale. Non solo. Ci permetterebbe di lavorare alla creazione di corridoi turistici, ipotesi su cui stiamo ragionando anche a livello internazionale. Ad oggi, stimiamo 78 miliardi di euro di introiti persi per il 2020, con un calo di fatturato pari al 95/97 per cento. E il 2021 conferma, nelle previsioni, il dato. Il 30 per cento delle imprese non riuscirà a riaprire. Il rischio è che i grandi competitor si trovino poi a cannibalizzarle».

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A preoccupare è anche l'attuale situazione politica. «Gli altri Paesi stanno preparando il rilancio in modo attento - prosegue - La nostra politica sembra concentrata su temi lontani dai problemi reali».
LE OPZIONI
Chiede interventi concreti anche Federalberghi. «Sì al passaporto sanitario, che indichi l'avvenuto vaccino ma non solo - dice Alessandro Nucara, direttore generale - Chi ha già contratto il virus probabilmente è immunizzato. E si potrebbe inserire anche la certificazione di tamponi fatti 24 o 36 ore prima che verifichino che il soggetto non ha il virus. Non pensiamo tanto a un documento vero e proprio, quanto a una procedura per dimostrare un livello di rischio bassissimo. Consentirebbe di ripartire presto». Occorrono decisioni rapide. «Alle imprese servono certezze - aggiunge Nucara - Non possiamo dire quante sono a rischio chiusura, perché di fatto è così per tutte. Un anno di chiusura è devastante. Le nostre stime a fine anno erano di -55 per cento del fatturato. C'è però chi ha perso l'80/90 per cento e parlo di intere destinazioni, incluse le principali mete del turismo italiano, come Roma, Milano, Firenze».

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INTESA
«Sono uno strenuo sostenitore del passaporto vaccinale - afferma Giuseppe Roscioli, titolare Roscioli Hotels Roma e Milano e presidente Federalberghi Roma - aiuterebbe l'economia mondiale a ripartire. Servirebbe consenso a livello europeo e anche con altri Stati per permettere il libero passaggio delle persone vaccinate. Seppure in modo lento e progressivo, ciò farebbe muovere qualcosa nel settore. Stando alle previsioni, il comparto turismo non si riprenderà prima del 2022/2023, forse 2024. Dobbiamo iniziare ad accelerare il processo». «Il passaporto vaccinale è sicuramente utile - dichiara Gianni Battaiola, titolare hotel Alaska a Folgarida e presidente Trentino della Federazione - ma intanto usiamo i protocolli che esistono. Se serve, siano più rigorosi, ma diamo alla gente la possibilità di spostarsi». Favorevoli al documento pure i b&b.
PROPOSTE
«Io proporrei di farlo subito e, tra i primi, agli operatori del settore - asserisce Carlo Antonino La Via, referente Anbba, Associazione nazionale b&b, affittacamere, case vacanze - Abito a Sorrento e qui la nostra realtà è distrutta. Il 90% del turismo, abitualmente, è straniero. Bisogna far percepire che il Paese è sicuro. Molte attività chiuderanno. Dobbiamo darci una mossa».

 

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