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Elezioni, i sindaci degli enti con meno di 5mila abitanti possono aspirare al terzo mandato

Riguarda 5.521 enti, il 70% del totale dei Comuni italiani. Possibile candidarsi anche a partire da questa tornata elettorale (12 giugno)

Elezioni, i sindaci degli enti con meno di 5mila abitanti possono aspirare al terzo mandato
3 Minuti di Lettura
Martedì 5 Aprile 2022, 19:37

Terzo mandato per i sindaci? Sì, si può fare ma solo nei Comuni piccoli. È stato approvato il terzo mandato per i sindaci dei paesi con meno di cinquemila abitanti. «Il traguardo raggiunto oggi sarà particolarmente significativo per il Paese riguardando ben 5.521 enti, il 70% del totale, che governano più della metà del territorio nazionale, circa il 60%, con tutto il loro portato in termini di rischi ambientali, di spopolamento, di divario digitale ma anche di opportunità di sviluppo e crescita anche nell'ottica del Pnrr». Lo sottolinea Roberto Pella, vicepresidente vicario di Anci, in merito all'approvazione al Senato del ddl di sua iniziativa che toglie l'obbligo dell'effettuazione del controllo di gestione per i Comuni con meno di 5mila abitanti e introduce la possibilità di un terzo mandato consecutivo per i sindaci degli stessi piccoli Comuni.

«Grazie al terzo mandato, fino ad oggi consentito solo per i Comuni con meno di 3mila abitanti, ulteriori 1.087 municipalità avranno questa opportunità, in una fase storica in cui - afferma ancora Pella - purtroppo sono molti i territori per i quali non ci sono candidati». L'esponente Anci si dice «molto soddisfatto per aver contribuito con la sua attività parlamentare a semplificare al massimo l'azione amministrativa dei sindaci visto che già dalla prossima tornata elettorale prevista per il 12 giugno 2022 potremo estendere questa possibilità, riflettendo un'istanza che i territori avanzano da tempo. Il sindaco - aggiunge - è un punto di riferimento per le nostre comunità, fondamentale per accrescere la fiducia nelle istituzioni come testimoniano tutti i sondaggi. Bisogna investire su questo patrimonio di credibilità, a partire dal ruolo chiave dei Comuni nelle politiche di sviluppo e di crescita socioeconomica. Ridurre le incombenze per gli enti più piccoli - conclude Pella - consentirà di liberare energie per far funzionare più rapidamente la macchina comunale orientandola verso gli obiettivi di mandato e i servizi ai cittadini».

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