Terza dose, il via a fine mese: si parte dai fragili, due vaccini utilizzati

Terza dose, il via a fine mese: si parte dai fragili, due vaccini utilizzati
di Alberto Gentili
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Venerdì 3 Settembre 2021, 16:08 - Ultimo aggiornamento: 4 Settembre, 07:44

Partirà a fine mese la campagna per la terza dose di vaccino. E, come ha annunciato il ministro della Salute Roberto Speranza, si partirà dai fragili, da chi non ha avuto risposte immunitarie dalle prime due dosi, dal personale sanitario e dagli ospiti delle residenze per anziani che hanno ricevuto l’immunizzazione a inizio anno e dunque, probabilmente, registrano una riduzione della difesa immunitaria dato che sono ormai passati 9 mesi dalla prima somministrazione. Per tutti si useranno solo i vaccini a mRNA, Pfizer e Moderna e al “primo giro” serviranno circa 4 milioni di fiale.

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Terza dose, il nodo dei bambini

I virologi tifano per la terza dose. «Per i soggetti a rischio, come immunodepressi e anziani c’è n’è assolutamente bisogno. Per i bambini fino ai 12 anni invece bisogna attendere gli studi in corso e poi valutare rischi e benefici», dice Giorgio Palù, presidente dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e membro del Cts (Comitato tecnico scientifico). Gli studi clinici dimostrano, rileva Palù, «una scarsa risposta in soggetti immunodepressi e anziani», anche se «queste sono decisioni di sanità pubblica. Prevenire è sempre meglio che curare e in questi casi è addirittura giustificato agire anche prima che le agenzie regolatorie si esprimano, perché lo fanno unicamente sui dati forniti dall’industria farmaceutica».

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Il tema dei bambini

Per quanto riguarda i bambini invece, secondo Palù è «inutile parlare di vaccinare i bambini da 0-6 e 6-12. Bisogna attendere gli studi in corso e poi si valuteranno rischi e benefici per questa fasce d’età». Palù spiega come ormai la variante Delta, sopratutto rispetto al ceppo di Whuan, abbia una concentrazione nelle prime vie respiratorie da 100 a 1000 volte superiore e un tempo di incubazione dimezzato da 4 a 2 giorni. «Stiamo utilizzando un vaccino disegnato su un genoma pubblicato nel gennaio 2020», sostiene, «che è in grado di proteggerci ancora dalla maggior parte delle varianti circolanti con efficacia». Vista la contagiosità di questa variante, per Palù sarebbe più corretto parlare di «protezione dalla malattia grave, cosa che è assolutamente necessario garantire, più che immunità di gregge. Quindi non solo il vaccino, ma presto auspico vengano approvati anche farmaci per uso domiciliare».

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Virologi divisi

Di parere opposto è Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano: «In questo momento non si sente la necessità della terza dose. Draghi ha detto giustamente che bisogna attendere l’approvazione dell’Ema e terrei presente che sia l’Ema sia l’Ecdc hanno sottolineato che in questo momento» della terza dose per tutti «non si sente, appunto, la necessità». «Eventualmente più in là si potrebbe tener conto, ma solamente per gli immunodepressi».

 I governatori regionali invece spingono per il via libera. Ecco Luca Zaiana, presidente el Veneto: «Faccio un appello al governo, che si decida velocemente per la terza dose, il prima possibile:  Il 21 settembre inizia l’autunno e se è sì per la terza dose per i fragili e gli anziani, vuol dire che dobbiamo mettere il nostro focus sulle case di riposo, e per noi sono 30 mila ospiti». Ancora: «Esorto tutti coloro che non appartengono alla categorie delle persone fragili  che si vaccinino adesso, perché se parte la terza dose, e dalle parole del presidente Draghi sarà così, tutti gli altri vanno in coda ai fragili, come è successo ad inizio anno».

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