Tav, mediazione di Salvini: meno costi e revisione profonda del progetto

Sabato 12 Gennaio 2019 di Alberto Gentili

Va in scena oggi a Torino la nuova puntata dello scontro sulla Tav. La Lega, insieme a ben 94 Comuni, imprese, sindacati, esponenti della società civile, scende in piazza Castello per dire sì all'Alta velocità Torino-Lione. Una scelta che rende ancora più aspro lo scontro nel governo giallo-verde, in vista delle elezioni europee, diviso ormai praticamente su tutto. Ma, sotto sotto, Matteo Salvini lavora per salvare sia la Tav, sia la pelle all'esecutivo con i 5Stelle.

Il capo della Lega, insieme al viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, sta cercando il modo per convincere Luigi Di Maio a dare il via libera all'Alta velocità senza perdere la faccia. Le parole chiave della mediazione sono due: «Revisione» e «ridimensionamento» del progetto originario, ormai decisamente datato. Con un risparmio di fondi pubblici per circa 2,5 miliardi. E con una riduzione dell'impatto ambientale. Temi cui i 5stelle sono molto sensibili.
E' lo stesso Salvini a fornire qualche indizio. Il vicepremier e ministro dell'Interno, ieri a Milano per partecipare all'inaugurazione della sede dell'Ugl, ha parlato di «revisione», aggiungendo: «Nessuno pretende che il progetto non si tocchi e rivederlo è ben diverso dal cancellarlo» tout court. E come dicono nello stato maggiore lumbard di via Bellerio, «anche nel contratto di governo sottoscritto con i grillini si parla di revisione e non di stop definitivo. Dunque...».

LA MEDIAZIONE
L'idea, ancora in fase di definizione, è quella di proporre a Di Maio di cancellare il tunnel che dovrebbe essere costruito sotto la Collina Morenica tra Rivoli e Avigliana, poco distante da Torino. Costo: circa 2 miliardi. E di «ridimensionare fortemente il piano per la realizzazione di una stazione faraonica a Susa». Per un risparmio di altri 500 milioni circa, considerando altre limature al piano originario.
Basterà a convincere Di Maio? Salvini nutre più di un dubbio. Sa bene che per il capo dei 5Stelle, che ha già dovuto ingoiare il gasdotto Tap e il Terzo Valico, difficilmente potrà dare il via libera alla Tav anche se fortemente ridimensionata. «Per loro è un simbolo del male e sostengono che va bloccata senza se e senza ma», allarga le braccia un esponente leghista che cura il dossier.
E' questa consapevolezza a spinge Salvini a esplorare la strada del referendum. Uno strumento per il leader leghista da utilizzare come extrema ratio e solo se venisse confermato il no dei 5Stelle nonostante la proposta di ridimensionare la Tav. Insomma, per la Lega la consultazione è un'arma di pressione, visto che probabilmente il risultato del voto popolare in Piemonte, Lombardia e Veneto (le tre Regioni del corridoio interessato dall'Alta velocità) sarebbe favorevole alla Torino-Lione. «So che i cittadini e i sindaci sono in movimento e quando il popolo si muove va ascoltato, non si può fermare», ha teorizzato ieri Salvini.
 

IL RINVIO
Ma c'è dell'altro. C'è che sotto sotto, per evitare uno scontro all'arma bianca destabilizzante, il governo sta lavorando al rinvio della decisione. Il ministro Danilo Toninelli ha detto che l'analisi costi benefici (che conterrà un no) sarà resa pubblica solo a fine mese. E il premier Giuseppe Conte, incontrando a dicembre i sì Tav ha fatto capire che la sentenza sulla Torino-Lione sarà pronunciata a ridosso delle elezioni europee del 26 maggio. Ma, ogni giorno che passa, si fa sempre più strada l'idea di rinviarla a giugno (se non dopo) per evitare ricadute elettorali negative per la Lega o per i 5Stelle.
Per permettere di stringere la tregua, ed evitare di perdere il contributo europeo del 40%, c'è però bisogno della sponda francese. Il governo di Emmanuel Macron ha già accettato di rinviare a quest'anno i primi bandi di gara, del valore di 1,9 miliardi, per la realizzazione del tunnel principale. E a palazzo Chigi e al Mit sono convinti che, vista la forte ostilità del potente sindacato degli autotrasportatori contro la Tav, anche Parigi guardi di buon occhio un rinvio della decisione a dopo le elezioni.
 

Ultimo aggiornamento: 07:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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