Taglio dei parlamentari, via un deputato o senatore su 3. Cosa cambia adesso

Mercoledì 9 Ottobre 2019 di Barbara Acquaviti
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Taglio dei parlamentari, via un deputato o senatore su 3. Cosa cambia adesso

Saranno eletti 400 deputati e 200 senatori
La riforma costituzionale approvata ieri prevede che a partire dalle prossime elezioni politiche si eleggano 400 deputati (rispetto ai 630 attuali) e 200 senatori (invece di 315). La riforma - come previsto dalla Costituzione - ha attraversato indenne quattro passaggi parlamentari ed è legge a tutti gli effetti, a meno che non venga bocciata da un referendum da tenersi la prossima primavera.

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La spesa calerà solo del 10%
La Camera potrebbe risparmiare appena un centinaio di milioni sui circa 950 che spende oggi. Ogni deputato fra stipendi e rimborsi costa 233mila euro. Che moltiplicati per 230 tagliati fanno 53 milioni. A questa cifra va sommato un calo di spese generali (acquisti, addetti di segreteria, etc.) valutabile in 24 milioni (sui 127 previsti per il 2019). Altri 10 milioni arriverebbero dal taglio dei contributi ai gruppi.

I costi fissi non possono diminuire
Come mai se i parlamentari caleranno del 30% le spese delle Camere scenderanno del 10%? Presto detto: molte spese fisse (pulizie, dipendenti, previdenza) resteranno uguali o diminuiranno solo fra molti anni. La spesa principale delle due Camere, ad esempio, è quella per le pensioni dei dipendenti (non dei vitalizi come molti credono). La Camera per le previdenza degli ex-dipendenti spende 278 milioni, quasi il 30% del suo bilancio.

Ogni seggio rappresenterà 150mila italiani
Camera e Senato manterranno gli stessi poteri ma dopo il taglio un deputato rappresenterà 150.000 italiani, un numero alto ma non altissimo, mentre ogni senatore rappresenterà ben 300.000 italiani: cifra senza riscontro in altri parlamenti europei con il potere di fiducia sul governo. In una Repubblica parlamentare quando si toccano gli equilibri delle Camere si incide sulla democrazia. 

Serve una nuova legge elettorale
Sul piano tecnico il taglio dei parlamentari crea forti squilibri. Basti pensare che oggi il Senato elegge 116 senatori (su 315) in collegi maggioritari assegnati al candidato più votato. Con 200 senatori i collegi scenderebbero a 66, ognuno dei quali con ben 800.000 elettori l'uno. Il tema dunque non è se ma come cambierà la legge elettorale: proporzionale o maggioritaria?

In vigore dalle prossime elezioni
Il taglio dei parlamentari dovrebbe entrare in vigore con le prossime elezioni politiche. E' bene usare il condizionale perché la legge, non essendo stata votata dai due terzi dei parlamentari, potrebbe essere sottoposta a referendum la prossima primavera. La riforma cambia alcuni equilibri per cui è possibile che in futuro verranno ridotti gli elettori delle Regioni in occasione della scelta del Capo dello Stato.

Ultimo aggiornamento: 09:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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