Tasse, M5S stoppa il Pd sul taglio del cuneo fiscale: «Discutiamo subito di Irpef»

Martedì 14 Gennaio 2020 di Andrea Bassi

A rovinare l'austera quiete dell'Abbazia di Contigliano tra Rieti e Greccio, scelta da Nicola Zingaretti per il conclave del Partito Democratico, ci ha pensato ieri pomeriggio Laura Castelli. La vice-ministro grillina dell'economia ha deciso di scoccare una freccia mirando direttamente al cuore della proposta economica dei Dem: il taglio del cuneo fiscale, ossia l'aumento del netto in busta paga per i dipendenti. Roberto Gualtieri, l'esponente del Partito democratico che guida il dicastero dell'economia, da settimane lavora al decreto per utilizzare i 3 miliardi stanziati per quest'anno dalla manovra di bilancio per tagliare il cuneo. E il provvedimento di fatto sarebbe anche pronto. Prevede che il bonus da 80 euro introdotto dal governo Renzi e oggi percepito dai lavoratori che guadagnano al massimo 26 mila euro, sia esteso fino a 35 mila euro. Mille euro in più all'anno in busta paga per la classe media a partire dal prossimo mese di luglio. L'annuncio sarebbe dovuto arrivare poco dopo il conclave. Gualtieri per venerdì aveva convocato i sindacati per discutere del tema, con l'obiettivo di portare la proposta in consiglio dei ministri entro fine mese.

Cuneo fiscale, mille euro in più in busta paga nel 2021

L'ACCELERAZIONE
Ma l'accelerazione non è piaciuta ai Cinque Stelle. Lasciare campo libero ai Dem su un tema come il taglio delle tasse è stato considerato un errore politico grave. Così la vice-ministro Castelli è intervenuta in tackle, per usare un termine calcistico. Ieri ha incontrato i parlamentari Cinque Stelle delle Commissioni bilancio di Camera e Senato. A loro ha consegnato due messaggi precisi. Il primo è che sul taglio delle tasse anche il Movimento ha le sue proposte. Il secondo, più dirompente, è che «il taglio del cuneo fiscale e quello dell'Irpef devono viaggiare insieme». Sono sicura, ha aggiunto, «che Gualtieri ci incontrerà per condividere una linea unitaria». Tradotto: non c'è nessuna fretta di arrivare a un decreto a gennaio per una misura che dovrà partire soltanto a luglio. Il Movimento Cinque Stelle, insomma, ha deciso di mettere sul tavolo del governo subito il piatto forte della legislatura: il taglio dell'Irpef. Il ragionamento che si fa in ambienti grillini, è che è inutile continuare con pezzi parziali di riforma. Il taglio del cuneo del Pd, per esempio, si tradurrebbe in un aumento delle detrazioni Irpef sul costo del lavoro. Un'altra complicazione del sistema fiscale. Meglio a questo punto, è il ragionamento, agire direttamente sulle aliquote Irpef perché, come ha spiegato ieri anche il vice ministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni, «rivedere l'Irpef può garantire indirettamente l'intervento sul cuneo fiscale, perché a parità di costo-azienda il netto è più alto e quindi è un vantaggio per il lavoratore e di conseguenza per l'azienda». L'intenzione sarebbe quella di prendersi tempo almeno fino ad aprile, quando il governo dovrà approvare il Def. L'uscita della Castelli ha colto di sorpresa il Tesoro. «Forse» ragionano fonti di via XX settembre, «sarebbe stato meglio telefonare al ministro piuttosto che affidarsi alle agenzie». Comunque sia una telefonata c'è stata dopo le dichiarazioni. Gualtieri e Castelli si vedranno oggi per un chiarimento. Sull'Irpef il Movimento ha una sua proposta basata su tre aliquote fiscali: 42%, 37% e 23% e con una no tax area allargata fino a 10 mila euro (26 mila per le famiglie numerose), ma con la disponibilità a discutere. La posizione del Movimento non è isolata. Anche Italia Viva è sulla stessa linea. Lo ha spiegato Luigi Marattin, che ha ricordato come il suo partito sostenga «da mesi» la necessità di una riforma complessiva».

Ultimo aggiornamento: 13:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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