Superbonus, bollette e sostegni: il nuovo decreto Aiuti per aiutare famiglie e imprese

Il semaforo verde dovrebbe arrivare la prossima settimana: sia sul Dl aiuti ter che sul decreto bis

Superbonus, bollette e sostegni: il nuovo decreto Aiuti per aiutare famiglie e imprese
di Andrea Bulleri
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Venerdì 9 Settembre 2022, 12:52 - Ultimo aggiornamento: 12 Settembre, 10:34

Il semaforo verde dovrebbe arrivare la prossima settimana. Sia sul dl Aiuti ter, il terzo provvedimento del governo per calmierare i costi alle stelle dell'energia, sia sul fronte decreto bis, la cui approvazione in parlamento è slittata (almeno) a martedì. Due provvedimenti, un unico obiettivo: aiutare famiglie e imprese in difficoltà a far fronte al caro bollette. Ma su entrambi i fronti si fa sentire il clima della campagna elettorale. 

E se per quanto riguarda il decreto "ter" (che dovrebbe avere una dotazione di circa 12-13 miliardi) i partiti chiedono all'esecutivo di «fare presto», è sul secondo pacchetto di misure varate da Mario Draghi all'inizio di agosto che si concentra lo scontro tra le forze politiche. Il testo, che prevede un insieme di misure di sostegno all'economia da 17 miliardi (dal taglio delle accise sui carburanti ai crediti di imposta per le aziende energivore), ora deve essere infatti approvato dal Parlamento. Ma al suo approdo al Senato, i partiti non si sono risparmiati nel chiedere modifiche, presentando più di 400 emendamenti. 

Il caso Movimento 5 Stelle

Proposte di variazione che il governo ha chiesto di ritirare, per consentire un iter di approvazione più spedito. Una richiesta, e non un'imposizione (dal momento che l'esecutivo, in carica per gli affari correnti, non può imporre la fiducia al provvedimento) che però è stata declinata dal Movimento 5 stelle e dal gruppo di ex grillini di Alternativa c'è. Il motivo? Il nodo dei crediti incagliati del Superbonus, la misura voluta dal governo Conte per rilanciare il settore dell'edilizia. 

Oggi a chiamare in causa l'avvocato grillino è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che lancia un allarme: «Il decreto aiuti bis è a rischio - avverte il leader di Impegno civico - c'è il serio pericolo di perdere 17 miliardi aiuti agli italiani. La responsabilità ha un nome e un cognome, Giuseppe Conte». Perché il leader pentastellato lo ripete da settimane: «Bisogna sbloccare la cessione dei crediti rimasti in mano alle banche e alle imprese del settore, che altrimenti rischiano di fallire».

Il governo aveva tentato una mediazione, provando la via della riformulazione del testo. Soluzione che però non è piaciuta ai Cinquestelle, perché di fatto rimandava a un futuro decreto interministeriale lo scioglimento del nodo. «E' una questione che va risolta adesso - attacca la capogruppo M5S in Senato Mariolina Castellone - non è accettabile ritirare emendamenti prioritari per evitare il fallimento di 50mila imprese e per aiutare i cittadini che hanno creduto allo Stato utilizzando lo strumento del Superbonus e adesso non riescono ad averne beneficio». Dunque, tutto da rifare: conversione in legge del provvedimento slittata a martedì, con il probabile esame di tutti gli emendamenti. Con centrodestra, centrosinistra e Terzo polo che attaccano il Movimento di voler fare «campagna elettorale» sulla pelle di famiglie e imprese in difficoltà.

 

Le tappe

Ultimi nodi da sciogliere anche per il decreto Aiuti ter. Ieri il cdm ha approvato la relazione al Parlamento che aggiorna gli obiettivi programmatici di finanza pubblica sulla base di maggiori entrate pari a 6,2 miliardi di euro. Sarà questo "tesoretto" la base di partenza per finanziare i nuovi sostegni, che dovrebbero ammontare (secondo le previsioni della vigilia) a 12-13 miliardi di euro. Prima però le Camere dovranno approvare l'uso delle maggiori entrate da parte del governo. Poi, probabilmente giovedì, potrà essere varato il decreto. 

Tra le misure del nuovo pacchetto ci sarà con ogni probabilità la proroga del credito d’imposta al 25% per imprese energivore e gasivore: si parla di quattro-cinque miliardi, circa un terzo dell'intero intervento. E poi si pensa a un "bonus sociale" per le famiglie, all'ipotesi di consentire una rateizzazione delle bollette e a uno "sconto" sulla cassa integrazione per le imprese costrette a farne uso. 

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