Super Green pass per salvare il Natale, Qr per bus e metro. Draghi: «Più controlli»

Restrizioni ai No vax al via dal 6 dicembre (ma in zona bianca scadranno il 15 gennaio)

Super Green pass per salvare il Natale, Qr per bus e metro. Draghi: «Più controlli»
di Alberto Gentili
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Giovedì 25 Novembre 2021, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 09:49

«La situazione della pandemia è in lieve ma costante peggioramento. Abbiamo adottato questi provvedimenti perché vogliamo un Natale diverso da quello dell’anno scorso, almeno per i vaccinati. Vogliamo restare aperti». Con queste parole Mario Draghi, con accanto i ministri Roberto Speranza (Salute) e Mariastella Gelmini (Regioni), ha spiegato il lockdown per i No vax dal 6 dicembre al 15 gennaio (salvo proroghe) e l’introduzione di fatto di un obbligo vaccinale indotto che ha innescato uno scontro, poi disinnescato, con Matteo Salvini e i ministri leghisti. La prova: il decreto è passato all’unanimità. Ma in serata anche tra i gruppi parlamentari 5Stelle è esploso il malessere per il nuovo provvedimento.

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Dal 6 dicembre, anche in zona bianca, chi non è vaccinato potrà (dopo aver fatto un tampone risultato negativo) andare soltanto a lavoro, accedere ai servizi essenziali, salire su bus e metro e fare sport. Grazie al Super Green pass, o Green pass «rafforzato» come lo chiama il governo, i vaccinati e i guariti dal Covid, potranno invece (anche in zona gialla e arancione) andare al bar e al ristorante, al cinema e a teatro, in palestra e piscina, allo stadio e in discoteca, sugli impianti da sci e nei centri commerciali. Altra novità, e non da poco, è l’obbligo del Green pass (quello “base” con tampone) per il trasporto pubblico locale e i treni regionali e interregionali.

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«Bisogna prevenire per preservare, vogliamo essere molto prudenti per evitare i rischi» e «per riuscire a salvaguardare quello che gli italiani si sono conquistati nel corso di quest’anno vaccinandosi. Vogliamo continuare a essere aperti, andare in giro a divertirci, acquistare, combattere la povertà, avere i ragazzi a scuola contenti», ha detto con enfasi il premier. Insomma, il nuovo decreto serve a «non correre rischi» e «a conservare la normalità conquistata dopo tanti morti, dopo la caduta dell’8% dell’economia».

La nuova stretta però a giudizio di Draghi deve essere accompagnata da più controlli: «Sono il perno, la parte fondamentale di questa strategia, vanno rafforzati. Le forze di sicurezza saranno mobilitate in modo totale. E si faranno controlli a campione su bus e metro». Ma allo stesso tempo, per il premier, non bisogna soffiare sullo scontro sociale, è necessario evitare di «criminalizzare» i No vax: «È importante non sottovalutare le diversità di comportamenti e di vedute, cercando di convincere» i renitenti a vaccinarsi. «Il successo delle misure contro la pandemia», a giudizio di Draghi, «sarà il migliore modo di conciliare persone con convinzioni diverse». Posizione ribadita da Speranza: «Il messaggio di fondo è un rafforzamento del Green pass per evitare chiusure. Scegliamo una disciplina più rigida bilanciata con la riduzione delle restrizioni» per chi è vaccinato. Per dirla con la Gelmini: «Questo provvedimento sostiene l’economia e tiene aperto il Paese. Noi non vogliamo tornare ai tempi del lockdown». 

LO SCONTRO CON LA LEGA
Non è però stata una giornata facile per Draghi. Il varo del Super Green pass in zona bianca ha innescato la ribellione di Salvini. Tant’è, che Giancarlo Giorgetti in mattinata ha deciso di disertare la riunione della cabina di regia, facendosi sostituire dal sottosegretario Federico Freni. In più i ministri leghisti, che si sono sentiti «scavalcati» dalla proposta di Speranza del Super Green pass, nel pomeriggio sono andati in Cdm solo dopo una telefonata tra il premier e Salvini. Che poi però ha cercato di ridimensionare lo scontro: «Non ho mai immaginato che i nostri ministri potessero disertare» la riunione del governo.

Di certo, c’è che durante il Cdm i rappresentanti del Carroccio hanno minacciato di astenersi. Ed è esploso uno scontro che ha spaccato il centrodestra quando la forzista Gelmini ha detto: «A volere il nuovo Green pass sono soprattutto le Regioni a guida leghista». «E’ una bugia!», si è scaldato Giorgetti. Dopo aver ottenuto una limitazione della durata della stretta e aver stoppato il lasciapassare verde per gli under 12, i leghisti hanno votato a favore. Giorgetti ha comunque voluto mettere a verbale: «In Cdm ho espresso le riserve della Lega e dei nostri governatori manifestate anche durante la conferenza delle Regioni. Abbiamo votato sì per senso di responsabilità e perché abbiamo garantito le aperture».

Draghi in conferenza stampa ha minimizzato: «Le diversità di posizioni in Cdm sono sparite». Non è mancato un appello: «Per ricucire questa situazione di contrapposizione tra chi si vaccina e chi non si vaccina, bisogna che il governo sia compatto. Come ho convinto Salvini? Non ci sono stati sforzi».

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