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Vaccino obbligatorio over 50, Cdm approva il decreto dopo il braccio di ferro con la Lega

Super Green pass per centri commerciali, banche e negozi, la Lega dice no: «Così non votiamo»
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 5 Gennaio 2022, 20:08 - Ultimo aggiornamento: 21:30

È uno dei passaggi più difficili, per il governo Draghi, quello dell'introduzione dell'obbligo di vaccino per gli over 50. Arriva con sullo sfondo l'impennata dei contagi e rapporti sempre più logori nella maggioranza, dopo un braccio di ferro durato diversi giorni e una lunga discussione, prima in cabina di regia poi in Consiglio dei ministri. Pd, Leu, Iv, Fi chiedono l'obbligo di vaccino per tutti, la Lega si oppone e minaccia di non votare il decreto, mentre con le Regioni va in scena l'ennesimo scontro sulla scuola. Mario Draghi media su alcune delle misure ma sull'obbligo di vaccino sceglie una linea non dettata, sottolineano a Palazzo Chigi, dall'esigenza di trovare un «compromesso politico»: bisogna raffreddare la curva dei contagi e ridurre le ospedalizzazioni, perciò il premier mette sul tavolo la proposta di obbligo di vaccino per tutti i residenti in Italia, anche stranieri, che abbiano più di 50 anni. Il via libera è unanime, i mal di pancia restano.

Vaccino obbligatorio over 50, Cdm approva il decreto dopo il braccio di ferro con la Lega

Una maggioranza nella maggioranza, a favore dell'obbligo di vaccino, era emersa sempre più nettamente negli ultimi giorni. Ed è il Pd il primo partito a far sentire la sua voce a metà mattinata, quando Draghi ufficialmente non ha ancora convocato la cabina di regia per le nuove misure. Dal Nazareno indicano l'obbligo per tutti come «via maestra» per «fare chiarezza ed evitare di infilarsi in distinzioni di età o di funzioni» che rischiano di creare «equivoci».

È una linea, quella dell'obbligo per tutti, che fa emergere una spaccatura netta: da un lato una "maggioranza Ursula" formata da Pd, Leu, Iv insieme a Fi, che da sempre Silvio Berlusconi ha collocato sulla linea più dura; dall'altro lato la Lega che concede, tra le divisioni interne, un'apertura all'obbligo per gli over 60. In mezzo, ma più in asse con i fautori dell'obbligo, si colloca il Movimento 5 stelle, solcato dai distinguo dei gruppi parlamentari, che sposa una linea critica sulla gestione di questa fase dell'emergenza, esprime fino all'ultimo (lo fa Fabiana Dadone in cabina di regia) forti dubbi e si oppone al Super Green pass per tutti i lavoratori, ma che alla fine Giuseppe Conte colloca in favore dell'estensione dell'obbligo di vaccino.

C'è chi nella spaccatura emersa sul tema del Covid inizia a vedere il delinearsi di una possibile nuova maggioranza di governo senza la Lega, se Draghi venisse eletto presidente della Repubblica. In questa chiave raccontano anche che nella Lega ci sarebbe un'ala "governista" che starebbe spingendo fin d'ora per restare in ogni caso al governo e che nelle ore della discussione sull'obbligo di vaccino avrebbe mostrato posizioni più vicine a quelle di Fi. Di sicuro l'avvicinarsi dell'appuntamento del Quirinale agita ancor di più le acque in maggioranza e viene interpretata da molti come il detonatore delle tensioni delle ultime settimane sulle misure anti Covid, anche se non è pensando al Colle che Draghi - fa notare chi gli è vicino - prende le sue decisioni. Una nuova discussione di sicuro si aprirà sul decreto per i sostegni alle attività in crisi che dovrebbe arrivare attorno a metà gennaio e per il quale i partiti - su tutti il M5s - invocano un nuovo scostamento di bilancio per stanziare intorno ai 10 miliardi.

La Lega è sempre in pressing per destinare altri fondi al taglio delle bollette e chiede di anticipare il Tfr a chi è a casa senza stipendio perché non vaccinato e sospeso dal lavoro: sul punto i leghisti si scontrano con il M5s in Cdm e si decide di accantonare il tema. Il Pd chiede invece il rinnovo dell'equiparazione della quarantena alla malattia, ma il dossier è ancora da studiare.

In Consiglio i leghisti Massimo Garavaglia ed Erika Stefani (assente Giancarlo Giorgetti) danno battaglia su tutti i fronti, minacciano di non votare e ottengano che basti il Green pass base per andare dal parrucchiere o in banca (non il Super pass, come prevedeva la proposta Draghi tradotta nella bozza del decreto). «Siamo responsabilmente in maggioranza ma non acquiescenti a misure che ledono diritti e sono senza fondamento scientifico», scrivono i ministri leghisti in una nota durissima diramata a Cdm in corso, dopo che dal partito avevano invitato il governo a usare «criteri non ideologici, dal momento che gli over 65» vanno per lo più in terapia intensiva e non gli over 50.

Ci si scontra anche sulla scuola, che Draghi vuol tenere aperta il più possibile mentre i governatori, ma anche i ministri Pd, M5s e Leu chiedono regole più rigide per mandare le classi in quarantena. Chi spinge per l'obbligo di vaccini come Dario Franceschini per il Pd, il ministro della Salute Roberto Speranza, i ministri di Forza Italia, insiste fino all'ultimo, ma poi accetta la proposta di Draghi. È un passo in quella direzione.

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