Coronavirus, lo studio: «Suicidi economici aumentati per la crisi, già 25 dal lockdown»

Coronavirus, lo studio: «Suicidi economici aumentati per la crisi, già 25 dal lockdown»
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Lunedì 11 Maggio 2020, 16:44 - Ultimo aggiornamento: 18:44

L'Osservatorio «Suicidi per motivazioni economiche» della Link Campus University, osservatorio permanente sul fenomeno delle morti legate alla crisi e alle difficoltà economiche avviato nel 2012, pubblica oggi i dati
aggiornati lanciando un severo allarme per il dramma che si sta consumando nel nostro Paese.

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I dati sono impietosi: dall'inizio dell'anno sono già 42 i suicidi, di cui 25 quelli registrati durante le settimane del lockdown forzato per Covid; 16 nel solo mese di aprile. Questa impennatà risulta ancor più preoccupante se confrontiamo il dato 2020 con quello rilevato appena un anno fa: nei mesi di marzo-aprile 2019, il numero delle vittime si attestava infatti a 14, e il fenomeno dei suicidi registrava la prima vera battuta d'arresto dopo anni di costante crescita.

A questi numeri, di per sé significativi, vanno poi aggiunti anche quelli relativi ai tentati suicidi: 36 da inizio anno, 21 nelle sole settimane di lockdown. Proprio pochi giorni fa un 60enne di Baone in provincia di Padova è stato salvato dal suo tentativo di farla finita dovuto alla sospensione del lavoro appena iniziato e all'assenza di
altre forme di reddito. Gli ultimi dati diffusi dall'Osservatorio alzano a 1.128 il totale dei suicidi legati a motivazioni economiche in Italia dal 2012 a oggi, e a 860 i tentati suicidi.
 

Le vittime, secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio, sono per lo più imprenditori: 14, sul totale dei 25 casi registrati nel periodo del blocco. Un numero importante che sottolinea, ancora una volta, e oggi con maggiore forza, la necessità di intervenire con misure e interventi a sostegno del tessuto imprenditoriale.

Di pochissimi giorni fa la notizia dell'imprenditore Antonio Nogara, di Napoli, morto suicida attanagliato dalle preoccupazioni e dalle difficoltà di una crisi che in questi mesi di «stop» non aveva certo risparmiato la sua impresa, i dipendenti e le sue responsabilità come titolare d'azienda. Quella dell'imprenditore napoletano, però, è solo una delle tante storie dal tragico epilogo di queste ultime settimane, in cui imprenditori, disoccupati, dipendenti hanno dovuto fare i conti con gli effetti devastanti e non preventivati del blocco totale delle attività e della produzione dovuto all'emergenza coronavirus.

 

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