Statali, stretta sull’uso dei social media: punito chi denigra l’amministrazione

I dipendenti pubblici dovranno anche essere più "green". Zangrillo: «Andiamo avanti con la riforma della Pa»

Statali, stretta sull uso dei social media: punito chi denigra l amministrazione
di Andrea Bassi
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Giovedì 1 Dicembre 2022, 22:59 - Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 11:27

Cambiano i tempi e cambiano anche le regole di comportamento per i dipendenti pubblici. Il nuovo «codice di comportamento», approvato ieri dal consiglio dei ministri, introduce nuove regole sull’uso dei social media da parte degli statali. Ma, visti i tempi, anche delle prescrizioni per conseguire risparmi energetici per le amministrazioni. Anche l’ambiente e la transizione energetica, dunque, entrano nel nuovo codice. E poi i dirigenti dovranno «favorire» la crescita dei propri collaboratori, facendoli partecipare ai corsi di formazione. Inoltre dovranno tenere conto delle performance individuali e organizzative nel valutare i risultati raggiunti.

Ma partiamo dai social. Da Facebook, a Instagram, da Twitter fino a Tik Tok, i dipendenti pubblici dovranno stare particolarmente attenti non soltanto a quello che pubblicano direttamente, ma anche ai commenti che lasciano su altre bacheche e a quelli che ospitano sulla propria. «Il dipendente», spiega il codice di comportamento, «utilizza gli account dei social media di cui è titolare in modo che le opinioni ivi espresse e i contenuti ivi pubblicati, propri o di terzi, non siano in alcun modo attribuibili all’amministrazione di appartenenza o possano, in alcun modo, lederne il prestigio».

IL PASSAGGIO

A prescindere da questo, spiega ancora il nuovo codice di comportamento, «il dipendente è tenuto ad astenersi da qualsiasi intervento o commento che possa nuocere al prestigio, al decoro o all’immagine dell’amministrazione di appartenenza o della pubblica amministrazione in generale». Non solo. Per gli statali che stanno sui social, meglio non mettere riferimenti nei loro profili all’amministrazione per la quale lavorano. Se sulle loro bacheche dovessero apparire commenti offensivi, sarebbe considerata una “aggravante”. Se dalle piattaforme social, si legge nel nuovo codice di comportamento, sono «ricavabili o espressamente indicate le qualifiche professionali o di appartenenza del dipendente», questo «costituisce elemento valutabile ai fini della eventuale sanzione disciplinare». 

L’altra importante novità che viene introdotta nelle regole di comportamento degli statali, è il «rispetto dell’ambiente». Con un occhio però anche alla spesa pubblica. «Il dipendente», si legge nel codice, «conforma la sua condotta sul luogo di lavoro al rispetto dell’ambiente e per contribuire agli obiettivi di riduzione del consumo energetico, della risorsa idrica e, più in generale, dei materiali e delle risorse fornite dall’amministrazione per l’assolvimento dei propri compiti, nonché per la riduzione dei rifiuti e per il loro riciclo». Dovranno essere direttamente le amministrazioni a garantire che i “travet” siano sempre più green. 

IL COMMENTO

«Con l’approvazione in Cdm della revisione del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici», ha commentato il ministro alla Funzione Pubblica Paolo Zangrillo, «proseguiamo nella strada tracciata per una riforma della pubblica amministrazione che basa la sua efficienza sul suo capitale umano. Tutta insieme la Pa, centrale e territoriale, quale infrastruttura strategica per lo sviluppo del Paese, impegnata nella messa a terra dei progetti del Pnrr», ha aggiunto il ministro, «non può prescindere dalla giusta valorizzazione delle persone che lavorano per l’interesse collettivo e dalla loro responsabilizzazione, quali leve indispensabili per la crescita degli stessi lavoratori e delle organizzazioni». 

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