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Calenda-Renzi, quanto vale il Terzo polo nei sondaggi? Il nuovo accordo preoccupa le due principali coalizioni

I due leader si presenteranno alle elezioni con una lista unica. A Calenda il ruolo di front runner e pari dignità nella spartizione dei seggi (50% ad Azione e 50% al duo Iv- Lista civica nazionale di Pizzarotti)

Nella foto il segretario di Italia Viva, Matteo Renzi, e il leader di Azione, Carlo Calenda
di Martina Pigna
4 Minuti di Lettura
Giovedì 11 Agosto 2022, 15:03 - Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 09:38

Per Matteo Renzi, «una casa nuova, bella, che riaccenda la passione per la politica»; per Carlo Calenda «un'alternativa seria e pragmatica al bipopulismo di destra e di sinistra». Di certo, il Terzo polo, nato oggi dall'accordo tra il leader di Azione e il segretario di Italia viva impensierisce, e non poco, entrambe le coalizioni. 

 I timori 

Innanzitutto quella trainata da Enrico Letta che, con il passo indietro di Calenda, secondo l'ultima stima effettuata dall'Istituto Cattaneo, potrebbe contare sulla vittoria in una trentina di collegi uninominali su 221. Regalando così al centrodestra un tesoretto aggiuntivo di altri 19 collegi uninominali a Montecitorio e 9 al Senato. Dei numeri con cui l'alleanza a trazione meloniana può puntare ad avere rispettivamente nelle due Camere - il 61 e il 64 per cento dei seggi complessivi. E quindi disporre dei voti di quei due terzi del Parlamento necessari per modificare la Costituzione senza bisogno di indire un referendum.

Ma il Terzo polo causa qualche mal di pancia anche a destra, e  in particolare a  Forza Italia, e al suo leader, Silvio Berlusconi, a cui non sembra essere andato giù l'addio delle sue ex ministre, Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, ora nelle fila di Azione. 

A rincarare la dose nei giorni scorsi è stato lo stesso Calenda: «Se vado bene toglierò tantissimi consensi alla destra nel proporzionale e questo compenserà il risultato dei collegi. Anzi il saldo per loro sarà negativo». Poi l'affondo dirett al Cav: «Posso mandare Forza Italia sotto il 3%».  Ad allontare gli elettori del centrodestra dalle mire del leader di Azione ci pensa Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di FI che, subito dopo l'annuncio del patto con Renzi, ha etichettato il Terzo polo come «una costola della sinistra pronta a tornare alla casa madre al primo richiamo della foresta».

I numeri 

La domanda invece a cui appare ancora difficile fornire una risposta è quanto valga l'asse Renzi-Calenda. Le stime fornite negli ultimi giorni sono apparse discordanti e hanno acceso più di qualche polemica tra sondaggisti e politici. Secondo la simulazione realizzata da Quorum/YouTrend per SkyTG24, il Terzo polo si attesterebbe al 4,8%, con Azione al 2,0% e il tandem Iv-Lista civica nazionale di Pizzarotti al 2,2%. Ma per molti è ancora troppo presto per parlare. E c'è la possibilità concreta che il Terzo polo possa puntare alla doppia cifra. Lo conferma Fabrizio Masia, amministratore delegato di Emg Different, per cui «Renzi e Calenda uniti possono puntare a un elettorato che va dal 5 al 10%». Della stessa opinione anche Antonio Noto, direttore di Noto sondaggi, per cui il segretario di Azione, ha un valore elettorale maggiore se corre fuori dal Pd, pari circa al 7%. Quindi, come dichiarato alla sua intervista a Il Riformista, «i due partiti, se in lista unica potrebbero potnzialmente superare il 10%».

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