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Sondaggi, il sorpasso della Meloni su Salvini: così cambia l'assetto nel centrodestra

Sondaggi, il sorpasso della Meloni su Salvini: così cambia l'assetto nel centrodestra
di Francesco Malfetano
3 Minuti di Lettura
Lunedì 14 Giugno 2021, 09:27 - Ultimo aggiornamento: 09:49

Stare all'opposizione, per giunta da soli, paga. Lo sapeva già, e ora lo sa anche meglio, Giorgia Meloni. Fratelli d'Italia infatti, per la prima volta e per un soffio, è avanti nei sondaggi rispetto alla Lega. A testimoniarlo diverse istantanee delle preferenze politiche degli italiani scattate la settimana scorsa. L'Ipsos ad esempio, l'istituto di sondaggi presieduto da Nando Pagnoncelli, ha rilevato come qualcosa si sia mosso dietro al Pd, primo con il 20,8 per cento. Dopo un lungo testa a testa, in attesa che questi numeri contino davvero qualcosa e cioè delle amministrative d'autunno, Fratelli d'Italia si è attestata al 20,5%, davanti proprio alla Lega con il 20,1.

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IL SORPASSO E LE VARIABILI

Non solo. Stando a un sondaggio Demos&Pi condotto a maggio su un campione di 1010 casi, la Meloni avrebbe superato anche Matteo Salvini nelle preferenze personali degli elettori di centrodestra (32 a 24, contro un 6 per cento raccolto da Silvio Berlusconi). Il più classico dei sorpassi a destra in pratica. Tutt'altro che definitivo ma senza dubbio significativo. Non tanto per le modalità con cui è arrivato, stando soli all'opposizione appunto, quanto per una perfetta coincidenza temporale con il lancio salviniano dell'idea di federare il centrodestra e con l'accelerazione sui candidati per le elezioni comunali. Ora, al netto che nulla accade per caso in tal senso e quindi la strategia federale non è stata proprio tirata su all'ultimo minuto, il sorpasso è comunque solo una variabile della formula. E lo dimostra il fatto che il 30% di quello stesso campione - il secondo dato assoluto quindi - preferisce non esprimere una preferenza. In altre parole, al momento, non c'è un leader riconosciuto da tutti capace di unire davvero l'intero polo. Eppure questo è uno dei fattori imprescindibili perché il progetto funzioni. Ovviamente Salvini, che lo ha lanciato venendo accolto con grande favore da Berlusconi (ma non dall'intera Forza Italia, che teme lo smembramento) e qualche occhiataccia dalla Meloni, lo sa e di certo non è nelle sue intenzioni costruire una federazione per poi consegnarla a FdI. Allora qual è l'altra variabile? Il fatto che, stando a un sondaggio pubblicato da Repubblica (che in una sua porzione peraltro conferma il sorpasso sul gradimento ad personam da parte della Meloni), la vicinanza ai partiti tra gli elettori di centrodestra premia la Lega. Ovvero i votanti di Fratelli d'Italia e Forza Italia si sentono in media più vicini alla Lega di quanto gli elettori della Lega facciano con le altre formazioni dell'ipotetica federazione. Vale a dire che, tarpandosi le ali a vicenda su una gestione personalistica da parte di Salvini o Meloni, il carroccio è più forte nella sua capacità federativa. Per quanto tempo, con questo assetto di governo, non è dato saperlo ma l'orologio elettorale ormai è già puntato. Prima sull'autunno e poi, a banco di prova superato, sul voto del 2023. 

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