Smart working e Pa, i dipendenti che lavorano da casa devono concordare i tempi di esecuzione delle pratiche. Il testo del decreto

Le amministrazioni dovranno allestire il rientro degli impiegati a scaglioni

Smart working e Pa, i dipendenti che lavorano da casa devono concordare i tempi di esecuzione delle pratiche. Il testo del decreto
di Rosario Dimito
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Venerdì 1 Ottobre 2021, 23:39 - Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre, 12:13

Renato Brunetta ha varato le misure organizzative per il rientro in presenza del personale della Pubblica amministrazione, dal 30 ottobre, nel rispetto delle vigenti misure di contrasto alla pandemia. Con un decreto prossimo a entrare in vigore il Ministro della Pa, sulla base dell'accordo individuale previsto dalla legge sulla tutela del lavoro autonomo e flessibile, ha anche definito «gli specifici obiettivi della prestazione resa in modalità agile e le modalità e i tempi di esecuzione della prestazione e della disconnessione del lavoratore dagli apparati di lavoro, nonché eventuali fasce di contattabilità. In pratica ogni dipendente dovrà concordare con la struttura gerarchica gli obiettivi da raggiungere».

 Non è tutto, perchè per lo smart working o lavoro agile nella Pa si devono «definire le modalità e i criteri di misurazione della prestazione medesima, anche ai fini del proseguimento della modalità della prestazione lavorativa in modalità agile».

Smart working nella Pa, il testo del decreto

Per evitare che l'attività corrente intralci il lavoro arrestrato, i dipendenti dovranno anche concordare le modalità di smaltimento del passato. Secondo il decreto «le amministrazioni dovranno organizzare le attività dei propri uffici con il rientro in presenza di tutto il personale entro i quindici giorni successivi dal 15 ottobre (appunto dal 30 ottobre), assicurando, da subito, la presenza in servizio del personale preposto alle attività di sportello e di ricevimento degli utenti (front office) e dei settori preposti alla erogazione di servizi all’utenza (back office), anche attraverso la flessibilità degli orari di sportello e di ricevimento dell’utenza». 

Allo scopo di evitare che «il personale che accede alla sede di servizio si concentri nella stessa fascia oraria», il decreto individua, anche in relazione alla situazione del proprio ambito territoriale e tenuto conto delle condizioni del trasporto pubblico locale, «fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle già adottate, anche in deroga alle modalità previste dai contratti collettivi e nel rispetto del sistema di partecipazione sindacale».

 Lo svolgimento della prestazione di lavoro in modalità agile non deve in alcun modo pregiudicare o ridurre la fruizione dei servizi resi all’amministrazione a favore degli utenti; l’amministrazione deve garantire un’adeguata rotazione del personale che può prestare lavoro in modalità agile, dovendo essere prevalente, per ciascun lavoratore, l’esecuzione della prestazione in presenza. L’amministrazione, inoltre, mette in atto ogni adempimento al fine di fornire al personale dipendente apparati digitali e tecnologici adeguati alla prestazione di lavoro richiesta.

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