Berlusconi: «Salvini sbaglia su Roma, per la città garantisco io»

Venerdì 24 Maggio 2019 di Mario Ajello
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Presidente Berlusconi, il grande tema rimosso di questa campagna elettorale è Roma e l'impegno per difenderla e rilanciarla. Lei, con il suo governo, varò il Salva-Roma. Come spiega oggi la rimozione del tema Capitale? 
«Roma soffre il fatto di essere stata mal governata per troppi anni. Ogni volta che vengo a Roma mi piange il cuore vedendo la città più bella del mondo, la capitale e il simbolo della mia Patria, dell'Occidente, della Cristianità, ridotta in queste condizioni, fatta oggetto di una rissa elettorale fra Lega e Cinque Stelle. I romani sono vittime incolpevoli di tutto questo. Io comprendo che anche tanti altri comuni siano in difficoltà, ma occorre considerare che Roma appartiene a tutti gli italiani, è il nostro biglietto da visita nel mondo e si fa carico, in quanto capitale, di costi e di oneri straordinari, ospitando i più alti organi dello Stato, ambasciate, vertici di aziende, istituzioni internazionali come la Fao, oltre naturalmente alla Santa Sede: un grande privilegio che comporta grandi oneri».

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Non crede che di fronte al progetto autonomista, che vorrebbe riscrivere la struttura istituzionale del Paese, occorre ancora di più insistere sul ruolo della Capitale come sintesi della nazione e cerniera tra Nord e Sud? 
«Sono perfettamente d'accordo. Nell'ordinamento degli Stati Uniti, ma anche in quelli di tutti i grandi stati europei, le capitali sono considerate in modo diverso rispetto alle altre città. Per questo abbiamo presentato una proposta di Legge Costituzionale per inserire nella Carta il particolare status di Roma».

A proposito del Sud, dove lei è capolista di Forza Italia, non crede che il governo M5S-Lega abbia dimenticato - fin dalla stesura del Contratto - questa parte d'Italia?
«Per la verità, già con i precedenti governi il sud era scomparso dall'agenda politica. Il governo giallo-verde ha peggiorato la situazione, pensando di comprare il consenso del sud con la chimera del reddito di cittadinanza: una costosa presa in giro, irrispettosa della dignità delle popolazioni meridionali».

Lei punta a ricostruire il centrodestra classico. Non crede però che certe posizioni anti-romane di Salvini debbano essere in maniera preliminare superate e rimosse? 
«Salvini in campagna elettorale sta dicendo molte cose, non tutte da prendere sul serio. In ogni caso noi siamo garanti del profondo rispetto e della grande attenzione verso Roma del futuro governo di centro-destra. D'altronde è stato proprio il mio governo a varare la legge per Roma Capitale».

Può dirci, Presidente, le due proposte per la Capitale - su cui il capolista Tajani ha lanciato una serie di soluzioni - e le due proposte per il Sud che potrebbero dare più forza a Roma e al Mezzogiorno? 
«Ho voluto che Antonio fosse capolista a Roma, rinunciando a presentarmi in questo collegio, non soltanto per la sua altissima responsabilità in Europa, ma anche perché conosco la passione con la quale da sempre si occupa dei problemi di Roma e del suo territorio. Con lui abbiamo elaborato una serie di proposte importanti, dieci punti per la sicurezza, che a Roma è una vera emergenza, 10 punti per la cultura, che per Roma e per l'Italia è una risorsa preziosa, la legge per il trasferimento dei poteri dalla Regione al Comune, ma soprattutto gli emendamenti che consentono la ristrutturazione del debito di Roma, e degli altri comuni in condizioni analoghe, evitando il default. Poiché intorno a Roma c'è anche l'Italia centrale, spesso dimenticata, vorrei ricordare la nostra proposta per il corridoio Civitavecchia-Ancona, attraverso il Lazio, l'Umbria e le Marche, per collegare i porti e rendere finalmente semplice e veloce il transito di merci e passeggeri. Per il Sud noi abbiamo idee del tutto diverse dall'attuale governo: da un lato, un grande piano di infrastrutture, per superare il deficit del mezzogiorno, creare lavoro e dare ossigeno alle imprese; dall'altro potenti incentivi alle aziende che assumono al sud, con l'eliminazione di ogni tassa o contributo sui nuovi contratti per diversi anni».

Qual è lo scenario post-elettorale che lei ritiene più possibile? L'orientamento parrebbe quello della prosecuzione del governo giallo-verde nonostante le baruffe ...
«Dipende dal voto degli Italiani. Abbiamo due obbiettivi a queste elezioni: ricostruire il centro-destra, ponendo fine alla disastrosa esperienza del governo giallo-verde, e portarlo in Europa, creando una nuova alleanza fra popolari, liberali, conservatori, aperta ai sovranisti ragionevoli. D'altronde è stata proprio una maggioranza di centro-destra ad eleggere il nostro Tajani alla Presidenza del Parlamento Europeo. Ci proponiamo di confermarlo in quella funzione perché è stato uno dei migliori presidenti della storia del Parlamento Europeo. Antonio è stimato da tutti in Europa, ed io sono orgoglioso di lui, perché è un amico da sempre al mio fianco, fin dalla nascita di Forza Italia. Se gli daremo più forza, scrivendo il suo nome sulla scheda elettorale di fianco al simbolo di Forza Italia, renderemo più facile garantire ancora all'Italia la Presidenza del Parlamento, la sola funzione di vertice in Europa alla quale il nostro paese possa seriamente aspirare».
 

Ultimo aggiornamento: 17:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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