Sea Watch, Conte: «Le leggi si rispettano». Di Maio: «Non è giusto alimentare rabbia»

Sabato 29 Giugno 2019
Il governo si schiera sulla questione Sea Watch, dopo l'attracco a Lampedusa e l'arresto della comandante Carola Rackete.

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«Da giurista, conoscendo i provvedimenti adottati, si prefiguravano responsabilità penali. Non voglio sostituirmi alla magistratura, a cui spetta applicare le leggi». Ma «le leggi ci sono, che piaccia o non piaccia», ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa al G20 di Osaka.
 

«Trovo assurda l'escalation di insulti e di toni offensivi registrata nelle ultime ore. Non capisco l'esigenza di mettere in piedi questo circo mediatico. Uno Stato sovrano ha le leggi e le fa rispettare. Punto. La capitana verrà giudicata da giudici sulla base delle leggi dello Stato italiano», ha invece scritto Luigi Di Maio. «C'è della rabbia e lo comprendo. Capirla non significa alimentarla, perché poi altrimenti la rabbia si trasforma in insulti violenti» che «vanno sempre condannati», aggiunge. 
 

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