Salvini deejay, quando a fare scandalo erano i parei di Craxi

Lunedì 5 Agosto 2019 di Simone Canettieri
Salvini deejay, quando a fare scandalo erano i parei di Craxi

Esistono convergenze parallele tra il completo grigio di Aldo Moro che scintilla sulla spiaggia di Terracina e il torso nudo di Matteo Salvini al Papeete tra Inno di Mameli e tanga di cittadinanza sparsi sui cubi? Certo che no. Anche se nella politica balneare, nell'evoluzione del linguaggio verbale del corpo c'è la fotografia del Paese.
Un lungo album, prima in bianco e nero e ora sui cellulari, che racconta come i leader dal 46 a oggi abbiano comunque cercato di rassicurare o almeno di entrare in empatia con il popolo. Ha raccontato Agnese Moro a proposito delle famose foto del padre al mare che alla domanda «perché ti conci così» lui le rispondeva: sono un rappresentante del popolo italiano, devo essere sempre dignitoso e presentabile. Stile Dc, ma non solo. Giulio Andreotti al mare con la famiglia, Palmiro Togliatti all'isola di Ponza con la compagna Nilde Jotti, De Gasperi in Trentino per la consueta partita di bocce, il premuroso papà Enrico Berlinguer con la moglie e le figlie sotto l'ombrellone. Una ricerca costante di normalità senza strafare. Sono però gli anni '80, ruggenti e pentapartici, a cambiare lo schema. E anche la geografia del potere: con luoghi iconici diventati super politici.

Salvini Dj a torso nudo sulle note di Mameli. E il Papeete Beach è il nuovo Transatlantico

 

 

 

EDONISMO ESOTICO
Il mare di Bettino Craxi (evocato come invito anche per non votare al referendum) diventò estero. E dunque terra di edonismo esotico: Tunisia, Hammamet, il pareo. La villa di famiglia, l'ombra degli alberi, le foto del relax, che poi diventerà agonia forzata ed esilio. Ma erano anche gli anni di Dove andiamo a ballare questa sera?, guida ragionatissima di Gianni De Michelis. La ricerca della provocazione, le parole che cambiano soprattutto nei momenti riposo, diventano atti politici. Come il bacio tra Achille Occhetto e la moglie Aureliana. Un gesto rivoluzionario contro i vetero babbioni, lo ricordi così il vecchio leader del Pci. Una foto posata, nessun paparazzo doppiamente simbolica perché lo scatto si consumò nella primissima Toscana, a Capalbio, quella che poi diventerà la culla di una certa sinistra, ora diventato un luogocomunismo da contrapporre magari proprio allo stile Papeete. Ecco, si può arrivare fin qui: poi arrivano altre estate e altri messaggi.

DALLE CANOTTE ALL'IKARUS
Quella della seconda Repubblica: la canottiera di Umberto Bossi al mare, la barca Ikarus di Massimo D'Alema, il lusso e le feste di Silvio Berlusconi in Sardegna, con tanto di spettacolo per pochi intimi del vulcano che erutta finta lava a Villa Certosa. Materiale da film, si sa. Ma anche azione politica: e allora tutti in Costa Smeralda. Per decidere i provvedimenti del governo, ma anche per cucire magari con il filo spesso della mitica bandana bianca rapporti internazionali: citofonare a un imbarazzato Tony Blair. Ma sono stati anni ruggenti: lo specchio di un'Italia che poteva solo vedere e quindi stimava chi poteva permetterselo. Si zompetta così, tra le foto dell'ex premier ceco Topolanek nudo in compagnia di «bionde e brune mozzafiato». «Ma con Silvio disse abbiamo parlato anche di Unione Europea».

Ma c'è sempre un lettino da mare più puro che ti epura, passando così al pauperismo spinto dell'estate grillina. Con la solita differenza sostanziale: i portavoce devono far vedere di mangiare al massimo insalate di riso portate da casa il Capo no: ecco Beppe In Sardegna, Beppe a Malindi, Beppe nella villa toscana. «Perché noi siamo la gente», come sa bene anche Virginia Raggi, che da quando è sindaco è la super vip della spiaggia di Ardea. Ecco in questo Luigi Di Maio, in versione vicepremier, ha sdoganato da un po' il tabù del low cost, come dimostrano le foto girate nei giorni scorsi in Sardegna al fianco del suo amore Virginia Saba. Ma deve stare attento perché c'è sempre un Alessandro Di Battista che può spuntare dal lido di Tarquinia (Viterbo) alle prese con una partita di biliardino contro il pargolo. E quindi vale tutto. Anche un Salvini arrabbiato che ieri dopo pranzo diceva candidamente rivolto proprio a Dibba: «Forse questa sera al mio comizio lo mando a cagare». Vento d'estate, io vado al mare voi che fate?
 

Ultimo aggiornamento: 12:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA