Salvini riceve in dono la maglia del Cesena ma il club prende le distanze: «Noi non c'entriamo»

Mercoledì 5 Giugno 2019
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Ieri sera in Piazza Almerici, nel cuore di Cesena, teatro della visita del vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, a sostegno del candidato sindaco del centrodestra, Andrea Rossi in vista del ballottaggio di domenica, il sottosegretario alla Giustizia e segretario della Lega Romagna, Jacopo Morrone, aveva regalato al leader del Carroccio una maglia della squadra di calcio cittadina, fresca di promozione in Serie C, con il nome Salvini e il 10 sulle spalle, il numero del «regista», aveva detto.

Un gesto da cui il club bianconero prende le distanze. Con una nota ufficiale pubblicata sul suo sito, la squadra del Cavalluccio, «tiene a precisare di non essere in alcun modo coinvolto in questa iniziativa. Il club, come tutta la cittadinanza, segue con interesse la contesa elettorale ma mantiene, rispetto ad essa, una posizione di assoluta neutralità. Allo stesso tempo - si legge ancora - invita tutti gli attori della scena politica ad astenersi dall'utilizzo dei simboli che rappresentano il club evitando, nel rispetto dei tifosi e degli appassionati bianconeri, ogni tipo di stumentalizzazione e di associazione a qualsivoglia schieramento o ideologia».

E sulla vicenda, affidando il suo pensiero a Facebook, si è espresso anche il candidato sindaco, Andrea Rossi. «Mi voglio scusare con i veri tifosi che hanno malinteso il bel gesto di accoglienza del sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone che, ieri durante la visita in città di Matteo Salvini, ha donato al Ministro dell'Interno la maglia del nostro Cesena Calcio. Il gesto voleva essere soltanto un'espressione di orgoglio e di amicizia nei confronti di un'alta carica dello Stato in visita a Cesena. Non era assolutamente mia intenzione politicizzare il Cesena Calcio e i suoi tifosi e sicuramente non era questa l'intenzione di Morrone. Non devo nessuna scusa e nessuna spiegazione invece a quei finti, o meglio a quei politici mascherati da tifosi, che da ieri sera provano a trasformare quell'episodio di normale protocollo in un grande caso nazionale». © RIPRODUZIONE RISERVATA