Salvini, tregua con Giorgetti ma si smarca da Draghi. «Buono per la pandemia»

Faccia a faccia tra il segretario e il ministro dello Sviluppo Economico

Consiglio federale Lega, lo stato maggiore si riunisce alla Camera alle 18
di Marco Conti
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Giovedì 4 Novembre 2021, 17:32 - Ultimo aggiornamento: 5 Novembre, 12:08

Parla per un’ora ad un consiglio federale convocato per ribadire quel «decido io» che ogni tanto Giancarlo Giorgetti, numero due del partito, sembra voler mettere in discussione indicando alla Lega la necessità di un’orizzonte meno antieuropeista perché l’Italia deve sfruttare gli stanziamenti fatti da Bruxelles con il Pnrr. 
 

LA FRETTA
 

Entrando alla riunione negli uffici della Camera Matteo Salvini dice già come effettivamente finirà. Ovvero che la Lega approverà «all’unanimità» le posizioni presenti e future della Lega. Dà però anche un primo assaggio del contenuto della riunione e del destino che, a detta del segretario della Lega, dovrebbe avere la legislatura. «Il governo di unità nazionale è per superare la pandemia» dice il leader del Carroccio tralasciando non a caso l’altro e non meno rilevante compito del governo Draghi. Ovvero il fatto - sottolineato poco prima dal ministro Giorgetti in un videomessaggio - di «cogliere l’occasione unica e irripetibile che ci offre il Next Generation Ue». E’ insofferente il leader della Lega, e non lo nasconde convocando d’urgenza la riunione del Consiglio federale e quando spiega che «noi abbiamo in testa un governo liberale di centrodestra, fondato su alcuni valori come il taglio delle tasse, la difesa della famiglia e la libertà».

Come dire che l’attuale governo di Mario Draghi, malgrado sia composto anche da ministri leghisti, è molto distante da ciò che ha in testa il segretario della Lega che parla da leader del centrodestra malgrado i sondaggi diano ormai da tempo la percentuale del Carroccio sotto quella di FdI. Salvini ha fretta di andare al voto, sfruttando magari anche il possibile “trasloco” di Mario Draghi al Quirinale, e ormai non lo nasconde.
Alla riunione partecipa anche l’altro duellante, Giancarlo Giorgetti, gli altri due vicesegretari Lorenzo Fontana e Andrea Crippa, i capigruppo di Camera e Senato e i commissari regionali.

Collegati in video i governatori, da Zaia a Fedriga. Dopo gli audio filtrati in una precedente riunione, che tanto fecero infuriare il segretario, stavolta tutta l’area intorno agli uffici del gruppo leghista è “militarizzata”. Non è l’assemblea federale il luogo per mettere in discussione il segretario e così anche Giorgetti si allinea rinnovando la fiducia, anche se la tregua siglata ieri potrebbe terminare con l’assemblea convocata per l’11 e 12 dicembre qualora la percentuale del partito dovesse scendere ancora.
 

 

Salvini è convinto che «la visione della Lega è vincente», che gli interessa parlare di «problemi concreti», come «flat tax e bonus per i genitori separati». Nella riunione poco o nulla dice del governo in carica, ma molto della collocazione europea del partito sulla quale qualche giorno fa era intervenuto Giorgetti indicando la necessità di un approdo nel Ppe. Per Salvini è invece «impensabile» entrare nel Partito popolare perché «non è stato mai così debole» e perché «è subalterno alla sinistra». Bordate che non tengono conto dell’alleato e di una Forza Italia che rivendica sempre con orgoglio l’appartenenza ai popolari europei. Salvini dà anche per scontata la nascita a breve di un nuovo gruppo sovranista - sostanzialmente antiUe - con l’ungherese Viktor Orban, il polacco Mateusz Morawiecki e, forse, la francese Marine Le Pen. Il tempo è poco, ma il leader leghista è convinto che il gruppo verrà alla luce in tempo per l’Assemblea programmatica di metà dicembre nella quale, sostiene Salvini, «si esprimerà l’idea dell’Italia che vogliamo». Ricordando che ci saranno «tutti i dirigenti del partito, sindaci e amministratori», il leader della Lega è convinto che l’Assemblea programmatica finirà come la riunione di ieri. Malgrado l’unanimità di ieri sera, la spaccatura resta anche perché con Giorgetti c’è il Nord di Zaia, Fedriga e la Lombardia che ieri, come sottolineato da Giancarlo Giorgetti, festeggiava il patrono san Carlo Borromeo. Caro anche a lui.

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