Lega, Salvini prepara la conta. Assist di Zaia: basta correnti

L’Assemblea programmatica di dicembre fisserà la linea su Europa, Draghi e Quirinale. Il governatore media con Giorgetti. Ma nella Ue il leader lavora al gruppo con Orban

Lega, Salvini prepara la conta. Assist di Zaia: basta correnti
di Marco Conti
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Sabato 6 Novembre 2021, 07:13 - Ultimo aggiornamento: 07:22

La Lega è il partito più vecchio, nel panorama politico italiano, e non sorprende che al suo interno viva ancora una sorta di centralismo democratico secondo il quale dopo la discussione ci deve essere unità d'azione. Matteo Salvini, che pur viene dai comunisti padani e sostiene di aver frequentato da giovane il centro sociale Leoncavallo, non può non essere soddisfatto da come si è conclusa la riunione dell'assemblea federale convocata d'urgenza a seguito della sortita di Giancarlo Giorgetti.

I PANNI

A spiegare i meccanismi ancora vigenti nel Carroccio ci pensa Luca Zaia: «La Lega non è nata per avere correnti, e lo dico io che vengo sempre accusato di essere un bastian contrario. Un partito come il nostro, che sia maggioranza o opposizione, rappresenta comunque uno stile di governo. La Lega ha una graniticità unica». Il governatore del Veneto ha partecipato a distanza alla riunione notturna vestendo i panni del mediatore dopo che il ministro Giorgetti aveva fatto ammenda non tanto della sostanza delle sue dichiarazioni, quando delle immagini cinematografiche evocate.
Resta il fatto che, al termine delle cinque ore di riunione, è stato l'imputato Giorgetti a tirare le conclusioni sostenendo che c'era stata una bella discussione», che «la Lega è una, è la casa di tutti noi e Salvini ne è il segretario. Saprà fare sintesi, porterà avanti la linea». Tutti con il segretario, quindi, almeno sino all'Assemblea programmatica di metà dicembre. In sostanza il solo fatto di aver convocato l'appuntamento è per Salvini una sorta di ammissione dell'inesistenza di una linea del partito o la constatazione che quella che sinora perseguita, di lotta e di governo, non è condivisa o non più attuale.

 


A tutti gli effetti l'appuntamento dell'11 e 12 dicembre a Roma - al quale dovrebbero partecipare tra parlamentari, sindaci e governatori quasi 1500 persone - sarà un passaggio importante per comprendere se non altro quanta Lega è sulla linea antieuro e anti-Draghi di Alberto Bagnai e Claudio Borghi. Se il voto anticipato è una soluzione per evitare di essere surclassati da FdI e cosa fare in vista dell'elezione del Capo dello Stato. Risposte che completeranno i quesiti posti da Giorgetti. Ma l'Assemblea, che potrebbe sancire una svolta moderata e più istituzionale del partito, sarà anche l'occasione per fare il punto sulla costituzione del nuovo gruppo europeo che Salvini punta a comporre con l'ungherese Orban e il polacco Morawiecki, prendendo eurodeputati dal Ppe e dai conservatori, e che dovrebbe diventare il nuovo interlocutore dei Popolari perchè privo della Le Pen e di Afd.

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Salvini parteciperà oggi ad un workshop organizzato dalla Scuola di Formazione Politica del partito dove potrebbe incontrare sia l'intervistatore, Bruno Vespa, che l'intervistato Giancarlo Giorgetti. Sa che sino a quando i sondaggi lo permetteranno, sarà impossibile scalzarlo dalla guida del partito che ha preso quando era al 3% portandolo sino ad oltre il 30%. Molta acqua è passata dal Papeete e dalla richiesta di «pieni poteri», ma altrettanta dovrà forse passarne prima delle elezioni e il tempo potrebbe giocare non a favore del «Capitano».

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