Draghi chiude la porta a Salvini: «Il governo va avanti, non c'è patrimoniale nascosta»

Il leader della Lega torna sulla riforma fiscale: nuovo botta e risposta con il presidente del Consiglio

Draghi chiude a Salvini: «Il governo va avanti, non c'è patrimoniale nascosta». Leader Lega: lascino Conte e Letta
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Mercoledì 6 Ottobre 2021, 12:53 - Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 10:19

Fisco. Sembra non ricucirsi lo strappo della Lega sulla riforma, anche se il Carroccio assicura di essere una forza di governo. «Non firmo un assegno in bianco e non mi basta che il ministro dell'Economia mi dica che gli aumenti saranno dal 2026», la posizione espressa dal leader del Carroccio, Matteo Salvini, parlando della delega fiscale all'indomani del botta e risposta con Mario Draghi. «Questa è una patrimoniale su un bene già tassato», ha aggiunto. E sul rapporto con il governo dopo il mancato voto sulla delega: «No, no la Lega è dentro (la maggioranza, ndr). Se vogliono, escono Letta e Conte perché il Parlamento ha dato la fiducia a Draghi per abbassare le tasse non per aumentarle». Secca la risposta del premier: la riforma del catasto «non è una patrimoniale», sottolinea in conferenza stampa al termine del vertice Ue in Slovenia. E aggiunge: «Questo governo non tassa, non tocca le case degli italiani. L'ho detto fin dall'inizio: questo governo non aumenta le tasse».

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Salvini: «La delega fiscale è una patrimoniale»

«Contiamo - ha proseguito Salvini - che il Parlamento, che può intervenire, modifichi questi passaggi e tolga qualsiasi ipotesi di riforma del catasto e di patrimoniale sulla casa dalla delega fiscale». 

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«Sostegno a governo se riduce le tasse»

Il leader della Lega avverte: «Il passaggio che porta all'emersione del nero e dell'abusivo va benissimo, ma ogni possibilità attuale o futura di un aumento della tassa sulla casa non potrà mai avere il sostegno della Lega. Il sostegno della Lega al governo non è in discussione quando si tratta di tagliare le tasse». 

«La lega non ha votato la delega fiscale perché al comma 32 dell'articolo 7 c'è scritto, alla lettera A, che è previsto un aumento possibile delle tasse sulla casa con queste parole: "Il governo è delegato alla riforma del catasto per attribuire a ciascuna unità immobiliare, e al relativo valore patrimoniale, una rendita attualizzata". E alla lettera B prevede "meccanismi di adeguamento periodico dei valori patrimoniali e della rendita delle unità immobiliare urbanè. Io sono in questo governo per ridurle le tasse non per aumentarle"», ha sostenuto Salvini.

La risposta di Draghi

 

«Il governo va avanti: l'azione del governo non può seguire il calendario elettorale», ha poi aggiunto Draghi in conferenza stampa, rispondendo a una domanda sull'eventuale apertura di una crisi dopo gli attacchi di Matteo Salvini. «Ieri o l'altro ieri ho detto chiedete a Salvini. Oggi lui ha parlato e ha detto che la partecipazione al governo non è in discussione: ci vedremo nei prossimi giorni», ha aggiunto.

«Operazione trasparenza»

Quella sul catasto è una «operazione di trasparenza», insiste il premier. «Perché nascondersi dietro l'opacità e calcolare le tasse sulla base di numeri che non hanno senso? Sono numeri che sono stati verificati vent'anni fa, moltiplicati per un numero, 160, che è il frutto di un negoziato. Non è meglio fare luce, essere trasparenti? E poi la decisione se far pagare o meno è una decisione assolutamente diversa ma intanto facciamo chiarezza», sottolinea.

Il premier e il caro-bollette

«A parte la determinazione a proseguire la strategia di mitigare i costi sociali di questi aumenti dei prezzi tenendo in mente la sostenibilità del processo, bisogna pensare a misure di tipo strutturale, su questo stiamo riflettendo. La riflessione avrà luogo all'interno della legge di bilancio, lì vedremo le varie possibilità», ha poi detto Draghi a proposito della misure per contenere il caro-bollette legato agli aumenti dell'energia.

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